[04/10/2006] Rifiuti

Perché gli enti pubblici non acquistano i nostri arredi in plastica riciclata?

PONTEDERA (Pisa). Perché gli amministratori pubblici non acquistano i nostri arredi in plastica riciclata?
Riceviamo e pubblichiamo l’intervento dell’amministratore delegato della Revet Spa di Pontedera, azienda che riceve gran parte del multimateriale raccolto in Toscana, ricavando poi dalla plastica pallets e arredi urbani, snobbati finora dalle stesse amministrazioni che portano loro la plastica a riciclare

PONTEDERA (Pisa). Revet Spa, azienda pubblica toscana impegnata nella raccolta e selezione dei rifiuti riciclabili, dallo scorso mese di Marzo ha avviato la produzione di arredi urbani realizzati con il solo impiego di Ecoplastic, una materia plastica eterogenea risultante dallo scarto della selezione delle plastiche post-consumo, altrimenti destinata allo smaltimento attraverso termovalorizzazione.
Si tratta di un materiale il cui aspetto richiama quello del legno, ma a differenza di questo, non teme gli agenti atmosferici ed unisce alle qualità estetiche alcune caratteristiche tecniche di particolare importanza, quali l’elevata portata di carico, la resistenza alla torsione, la lunga durata, la colorazione indelebile e soprattutto la possibilità di essere ignifugato in maniera permanente, attraverso l’inserimento in fase di estrusione di un apposito additivo, operazione impossibile da praticare nel caso del legno.

Ecoplastic quindi è economico poiché costa meno dei legnami solitamente impiegati nella produzione di arredi urbani, è più duraturo e, soprattutto, non richiede alcuna manutenzione ordinaria.
Inoltre Ecoplastic è ecologico, ed oltre ad evitare l’abbattimento delle foreste, ci tutela dalle sostanze tossiche che vengono a sprigionarsi con lo smaltimento per termovalorizzazione delle materie plastiche con cui è prodotto.

Detto questo, è con rammarico che constato la disattenzione dimostrata dalle pubbliche amministrazioni verso questa soluzione ecocompatibile, alternativa ai loro consolidati canali di approvvigionamento, per cui non è raro incontrare pubblici amministratori pronti a negare la necessità di manutenere gli arredi in legno con interventi costosi e spesso forniti dal fornitore dell’arredo stesso. C’è poi chi sostiene di perseguire fini ecologici solo perché ha deciso di acquistare arredi prodotti con legni definiti non esotici, come se gli alberi nostrali non contribuissero a fornirci l’ossigeno che respiriamo. La cosa curiosa è che il legno non esotico può costare di meno al produttore, ma non sempre è poi così anche per l’acquirente.

A tre anni dalla sua entrata in vigore, il D.G.M. 203, che recependo una normativa europea imponeva agli enti pubblici ed alle aziende partecipate di soddisfare almeno il 30% del proprio fabbisogno con prodotti riciclati, e a tutt’oggi disatteso e manca di un sistema sanzionatorio, il cui scopo sarebbe comunque ottenibile vincolando i finanziamenti alla scelta di prodotti ecologici, ma nessun ente superiore ha incentivato gli acquisti verdi e si continua a finanziare scelte che vanno in altra direzione.

La nostra attività di promozione dei prodotti riciclati, ci porta ad esporre i nostri manufatti presso mostre e fiere, dove è facile riscontrare il favore dei cittadini, il cui approccio con questi prodotti è solitamente segnato dall’entusiasmo nel verificare che, sfatando una credenza comune, non è vero che “tanto finisce tutto in discarica!”, dimostrando la validità mediatica dei prodotti riciclati, dimostrandosi il veicolo più efficace per fare comunicazione ambientale.

Convinti dell’utilità del ns lavoro, rinnoviamo l’impegno nello sviluppare tecnologie capaci di incrementare il riciclaggio dei rifiuti, continuando a fare appello al buon senso dei pubblici amministratori affinché ogni sforzo non sia vanificato.

* Amministratore delegato REVET Spa

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