[27/01/2006] Urbanistica

Guerrieri: «L’Emas fra gli obiettivi del porto di Piombino»

PIOMBINO (Livorno). L’Autorità portuale di Piombino ha competenza su tre porti: Piombino, Portoferraio e Rio Marina. Aree che hanno in comune, sebbene in maniera molto diversa, problemi di compatibilità ambientale tra territorio e portualità. Chiediamo al presidente Luciano Guerrieri, per nove anni sindaco di Piombino, come si comporta l’Autorità portuale riguardo a leggi e direttive sui rifiuti portuali e quali sono i progetti in questo campo.

«Diciamo subito che siamo proprio in fase di gara per individuare il nuovo gestore per i rifiuti di sentina e per quelli prodotti dalle attività delle navi. Il bando – precisa Guerrieri – prevede il recepimento integrale della nuova direttiva comunitaria in materia di rifiuti portuali e prevede l’attuazione e la gestione del Piano portuale dei rifiuti approvato dalla Regione Toscana».

Fra l’altro il piano prevede isole ecologiche portuali e tariffe incentivanti. «Il nostro – precisa con soddisfazione il Presidente – è un porto che inizia un cammino di osservanza delle direttive europee mentre il Governo viene richiamato dalla Comunità con una procedura di infrazione proprio su questi temi».

Intendete richiedere la certificazione Emas come ha già fatto il porto di Livorno?
«E’ un obiettivo già inserito nel bilancio di quest’anno e che spero di poter mantenere nonostante le ristrettezze economiche. Speriamo di arrivare a questo nel corso di due esercizi di bilancio, abbiamo già individuato un consulente che ci accompagni lungo il percorso di Emas».

Lo sviluppo del porto di Piombino prevede opere che si intrecciano con le bonifiche dell’area industriale.
«Si sta cercando di attuare un “progetto consortile” che riguarda tutta l’area portuale e industriale. Si prevede di partire con un banchinamento in un’area individuata nella variante 2 del Piano Regolatore vigente. Con Ministero, Regione e Provincia abbiamo concordato un progetto in sicurezza di tutta l’area portuale. Vogliamo realizzare una “filiera ambientale” che comprenda anche i rifiuti industriali e portuali».

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