[27/01/2006] Comunicati

Pizzinato: «Quattro morti al giorno sul lavoro, la Tav in Toscana fra le realtà più attente»

ROMA. La commissione parlamentare d’inchiesta sugli infortuni sul lavoro si è appena conclusa e con dati tutt’altro che rassicuranti: nonostante la legge 626 sulla sicurezza si viaggia al ritmo di 4 morti bianche al giorno.
«E anche se c’è una leggera diminuzione complessiva – spiega il vicepresidente della Commissione Antonio Pizzinato – i settori che affrontano un periodo di sviluppo vedono aumentare anche gli infortuni gravi e quelli mortali. Senza dimenticare che stiamo parlando solo dei dati ufficiali, ai quali vanno aggiunti tutti i casi di lavoro nero e dei non assicurati».

Che trovano larghi spazi in edilizia. «Sono sempre di più i morti per cadute dall’alto e sono tantissimi coloro che si infortunano il primo giorno di lavoro, che vuole dire che fino al momento dell’incidente lavoravano in nero».

Un altro aumento consistente di infortuni si è avuto nel settore della siderurgia «perché con il rinnovo del personale spesso si sconta il mancato addestramento di giovani che alla prima occasione si fanno male».

Un milione e 950mila è la media annuale italiana di infortuni sul lavoro. Un dato su cui incide notevolmente anche l’ambiente in cui si lavora.

«L’ambiente incide tantissimo e si tratta di un elemento se vogliamo abbastanza nuovo – spiega Pizzinato – che potremmo definire “destrutturazione”. Le faccio due esempi concreti sul raccordo anulare di Roma ci sono appena 10 km di cantiere dove lavorano 140 imprese subappaltanti, con percentuali altissime di infortuni. Alla Fincantieri di Novi Ligure, in media lavorano 240 imprese per ogni nave. Ed è evidente che più l’impresa è piccola, più il sistema di sicurezza è debole».

Luci e ombre anche in Toscana, dove la commissione parlamentare si è recata due volte.
«Siamo stati a Carrara a visitare cave e segherie – racconta Pizzinato – e abbiamo trovato una situazione poco rassicurante, con forme di prevenzione non rispettate e non adeguate alla realtà. Invece abbiamo potuto verificare un buon sistema per quanto riguarda i lavori della Tav Firenze - Bologna. In questo caso c’è stato un ottimo lavoro di coordinamento tra tutti i soggetti interessati, che ha portato a un modello che in fatto di prevenzione e formazione è sicuramente un esempio da seguire per tutti».

Secondo Pizzinato infatti è necessario che nella prossima legislatura sia definito il testo unico sulla sicurezza sul lavoro, realizzando coordinamenti tra i 3 ministeri della Sanità, del Lavoro, e dell’Istruzione. Nello stesso modo anche nelle Regioni i tre assessorati dovranno promuovere una struttura di coordinamento con Asl, centri di formazione e sicurezza, Inail, Ispettorato del lavoro, parti sociali…».

A quel punto secondo Pizzinato sarà possibile realizzare l’anagrafe di tutti gli infortuni sul lavoro e delle malattie professionali: ogni lavoratore dovrà avere un proprio tesserino e nel libretto della formazione una parte dovrà essere dedicata alle ore svolte in materia di sicurezza sul lavoro.

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