[25/08/2006] Parchi

Lupi, Francia e Svizzera li abbattono. Lettera di Legambiente ai ministri

ROMA. Roberto Della Seta, presidente nazionale di Legambiente ed Antonino Morabito, responsabile nazionale fauna dell´associazione ambientalista hanno scritto una lettera ai ministri dell´Ambiente di Italia, Francia e Svizzera per chiede la tutela del Lupo nell´arco alpino. Morabito e Della Seta ricordano che «da diversi anni il lupo, il più importante predatore europeo, è tornato a stabilirsi nell´arco alpino dopo aver risalito la dorsale appenninica».

Per gli esponenti di Legambiente, «dopo secoli di persecuzione e la completa estinzione della popolazione alpina di lupo, grazie alla protezione accordatagli da accordi internazionali ed all´impegno di conservazione perseguito con successo dal nostro Paese nei confronti della popolazione appenninica del predatore, questo è forse il più lieto evento che si sia verificato nelle Alpi nel secolo trascorso, testimonianza della vitalità di un sistema ecologico regionale giustamente soggetto alla tutela della Convenzione Internazionale per la Protezione delle Alpi».

Legambiente ricorda anche il ruolo ecologico svolto dal lupo nella regolazione delle popolazioni di erbivori selvatici che altrimenti producono danni alle foreste, ai pascoli, alle coltivazioni. «Purtroppo, oltre alle morti incidentali e al bracconaggio - scrivono ai ministri - questa specie viene ancor oggi legalmente abbattuta in virtù di autorizzazioni rilasciate da autorità nazionali: ciò avviene in Svizzera e in Francia».

Per Legambiente questi interventi violano la Convenzione di Berna, la direttiva 92/43/CE e confliggono con gli obiettivi di Countdown 2010 l´iniziativa per la tutela della biodiversità promossa dalla Iucn, «gli abbattimenti, anche di pochi esemplari - ricordano Della Seta e Morabito - possono determinare una concreta minaccia per la sopravvivenza di popolazioni che, al momento, sono costituite solo da poche decine di esemplari».

«I lupi, come gli orsi e ogni altro grande predatore - si legge nella lettera - non riconoscono la sovranità di alcuno Stato, e svolgono la loro indispensabile funzione ecologica a prescindere dai confini nazionali, pertanto le azioni per la gestione di queste specie non dovrebbero essere assunte unilateralmente da singole autorità statali o regionali, bensì essere condivise in qualificate sedi transfrontaliere, sempre in coerenza con gli obiettivi internazionali di stabilizzarne ed estenderne la presenza».

Tutto il contrario dei provvedimenti francesi e svizzeri che vogliono impedire l´espansione del lupo sulle alpi mettendo arischio le politiche italiane di conservazione della natura. Legambiente chiede che i provvedimenti anti-lupo venganoritirati «e si proceda, con spirito multilaterale, ad attuare iniziative e programmi volti a limitare il danno che il lupo può esercitare alle attività economiche di allevamento e alpeggio.

Danno che è, comunque, di gran lunga inferiore ai benefici che la predazione del lupo determina contenendo le popolazioni di ungulati selvatici, quali cinghiali e cervi, le cui esplosioni demografiche comportano danni di rilevantissima entità alle colture e alle foreste».

Il 19 e 20 novembre si terrà ad Innsbruck la Conferenza delle parti della Convenzione alpina, per della Seta e Morabito è l´occasione «per impostare su basi coerenti e condivise la gestione dei grandi predatori, ponendo l´arco alpino quale ambito internazionale di elezione per politiche transfrontaliere di protezione e conservazione della natura, ed auspichiamo che i lavori preliminari alla Conferenza servano a mettere a punto i capisaldi di una comune strategia per il lupo, estesa alla totalità degli Stati alpini».

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