[24/08/2006] Parchi

Morabito: La vicenda dei caprioli occasione per affrontare la gestione del patrimonio faunistico

ROMA. L´abbattimento selettivo di migliaia di caprioli, dal Piemonte alla Toscana, sta sollevando un´ondata emozionale che a volte rischia di sconfinare nell´irrazionale e la sentenza del Tar piemontese che non concede la grazia agli ungulati perché, comunque, specie cacciabile è vista da molti come una burocratica crudeltà. Invece per il responsabile fauna di Legambiente, Antonino Morabito si tratta di «un´occasione d´oro per avviare finalmente un lavoro congiunto tra ministeri dell´ambiente e delle politiche agricole e regioni sulla conservazione e la gestione degli animali selvatici in Italia».

«E´ evidente - dice Morabito - la necessità di una visione unitaria e di una strategia concordata per affrontare nel modo migliore la gestione del patrimonio faunistico ed evitare così gli errori commessi in passato, sia sul fronte venatorio, sia su quello della conservazione».

Infatti Legambiente nazionale (ma quella piemontese sta con il fronte pro-bambi) chiede che un piano d´abbattimento dei caprioli realizzato attraverso l´osservanza attenta delle indicazioni tecniche che vengono dall´Istituto nazionale per la fauna selvatica (Infs).
«Ma auspichiamo anche - dice Morabito - che venga avviata la ricerca di soluzioni alternative, fondate esclusivamente sulla base di solidi studi di fattibilità per la cattura e il trasferimento dei caprioli piemontesi». Infatti, per il responsabile fauna di Legambiente «la contrapposizione tra sensibilità e storie diverse, in una vicenda come questa, è sterile e non aiuta a trovare le soluzioni migliori Si colga invece l´occasione per istituire un tavolo che raggruppi gli enti pubblici e le associazioni coinvolte nella gestione della fauna, per costruire una fattiva partecipazione tra i soggetti che devono poi tradurre nei fatti le scelte di gestione».

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