[23/08/2006] Energia

Off shore: Livorno come Brindisi?

LIVORNO. Il comitato anti offshore chiama all’appello tutti simpatizzanti in vista dell’incontro annunciato da Prodi per il 30 agosto durante il quale sarà probabilmente dato il via libera definitivo al progetto di rigassificatore a largo della costa tra livorno e Pisa. Il comitato si riunirà quindi venerdì sera per decidere quali iniziative intraprendere e intanto ha inviato una nota in cui si fa un parallelismo tra la situazione toscana e quella di Brindisi, dove il progetto di rigassificatore sta incontrando il no deciso dell’amministrazione provinciale.

«Dopo aver letto quanto scritto dal presidente della Provincia di Brindisi al ministro dell´Ambiente – si legge nel comunicato che riporta l’intero testo della terra – ci chiediamo perchè l´Ulivo di Livorno è diverso dall´Ulivo di Brindisi e di molte altre città? Esistono a Livorno personaggi politici in grado di affrontare i problemi e risolverli per quello che sono e non per quanto venga loro detto dalle varie "cabine di regia"? La popolazione di Livorno quanto conta, conosce e decide nelle scelte operate dai propri rappresentanti istituzionali, specialmente in ambiti (come quello del rigassificatore) dove la legge impone l´informazione e la scelta consapevole delle popolazioni coinvolte? Per finire: a Livorno quando tornerà a casa la "democrazia" ?».

Questioni che abbiamo rivolto immediatamente al presidente della Provincia di Livorno Giorgio kutufà, anche se per inciso va prima detto che i due progetti, quello di Livorno e quello di Brindisi sono caratterizzati da alcuni elementi di differenza oggettivi e non secondari: intanto perché a Livorno è stata fatta una valutazione di impatto ambientale e a Brindisi pare di no.

In secondo luogo perché l’Olt non è inserita «in un´area caratterizzata dalla presenza di ben 7 impianti a rischio di incidente rilevante e 25 impianti a rischio ambientale» né si trova, per usare la descrizione fatta dal presidente brindisino «a poche decine di metri dall´imbarco passeggeri nel porto ed a poche centinaia di metri dal centro abitato».

«Io sono ovviamente d’accordo sul fatto che il problema dei rigassificatori – afferma Giorgio Kutufà - venga gestito a livello nazionale con una selezione delle iniziative proposte in un numero necessario alle esigenze. Detto questi mi pare che i criteri indicati dal governo siano quelli di partire dagli impianti che hanno già completato l´iter, cioè Rovigo e Livorno, e poi di aggiungere a questi un altro numero ristretto di impianti. Questo significa quindi che quasi sicuramente la Toscana avrà un impianto, quello di Livorno, che risponde alla logica di programmazione nazionale da cui è opportuno partire».

Il presidente della Provincia di Livorno risponde quindi alla segnalazione del comitato anti offshore: «Nel 2005 io ho firmato la conferenza dei servizi presso il ministero, dando il mio ok all’Olt insieme a quello di tutti gli altri enti interessati. A Brindisi questo non è successo, mi pare che la Provincia non abbia mai dato l’ok e oltretutto poi c’è stato anche un ribaltamento di amministrazione. In Toscana invece il processo partecipativo e democratico si è svolto regolamente e sulla base di tutte le garanzie fornite anche dagli studi prodotti da istituti scientifici super partes. E nel frattempo non sono sopravvenuti elementi negativi che possano far pensare a qualcuno di tornare sui propri passi».

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