[22/08/2006] Rifiuti

Porto Marghera: «Epilogo di una storia già scritta. necessaria riconversione»

VENEZIA. La Dow Chemical ha annunciato di voler di chiudere gli impianti di Marghera, mettendo così fine agli impegni per la bonifica dei suoli e delle acque ed alla riconversione verso la sostenibilità delle produzioni, una decisione che mette a rischio molti posti di lavoro ed in crisi un intero comparto economico, fatto anche di imprese più piccole che vivevano grazie alle commesse della Dow Chemical.

Per Stefano Ciafani, coordinatore scientifico di Legambiente «é l’epilogo di una storia già scritta. Se la chimica non investe in ricerca e innovazione, spinge fino all’esaurimento i cicli produttivi, abbandonando poi i paesi dove la legislazione ambientale è più forte per trasferirsi in quelli dalle economie emergenti o in via di sviluppo, lasciando in eredità problemi d’occupazione e terre avvelenate che rischiano di non essere più bonificate».

Una decisione che secondo Legambiente «conferma l’allarme che abbiamo lanciato con la campagna Stop al mercurio, partita a giugno e volta a sensibilizzare l’opinione pubblica, la politica, i lavoratori e le aziende sui gravi rischi legati all’inquinamento dalle produzioni del ciclo del cloro».

Ma Legambiente non chiede di chiudere le fabbriche, invita le imprese Italiane a rilanciare il settore della chimica di base riconvertendo le tecnologie di produzione, cogliendo anche l’opportunità fornita dal regolamento sulla registrazione, valutazione e autorizzazione delle sostanze chimiche (Reach) che sta discutendo l’Ue e la cui approvazione è rimandata proprio per le pressioni delle associazioni di categoria europee.

«Non siamo né vogliamo essere detrattori della chimica nel nostro Paese – spiega Ciafani – ma un punto è certo: gli impianti della filiera del cloro, a Marghera, devono essere riconvertiti nelle produzioni pulite della chimica verde. Una chimica che sappia affrontare la sfida della competizione e rilanciare l’occupazione, attraverso la realizzazione di nuovi materiali, come le plastiche biodegradabili, e di nuovi prodotti, come i biocarburanti per autotrazione».

Torna all'archivio