[22/08/2006] Parchi

Riapre la caccia, tra polemiche, animali pericolosi e «pronta-caccia»

FIRENZE. La caccia riaprirà, anticipatamente, il 2 settembre per 6 specie di uccelli: alzavola, marzaiola, germano reale, tortora, colombaccio e merlo, e naturalmente si ricominci tra le tra le polemiche. Il Wwf parla di «danni gravissimi alle specie oggetto di prelievo ed anche alle altre presenti sul territorio. Il periodo tardo estivo - spiega il Panda - è infatti un momento di particolare delicatezza nel ciclo biologico di molte specie come affermato dal mondo scientifico: vi sono ancora giovani dipendenti dai genitori; mancano ancora i contingenti migratori provenidenti dal Nord e quindi il prelievo si concentra sulle coppie nidificanti nel nostro paese; parte delle femmine delle anatre non hanno ancora compiuto la muta ed hanno difficoltà di volo».

Ma quelle che rischiano d accendere di più gli animi sono le dichiarazioni del presidente della Provincia di Firenze, Matteo Renzi, che spiega così alla nazione la decisione di anticipare l´apertura della stagione venatoria per i 25.000 cacciatori la caccia: «La caccia è importante per abbattere specie pericolose» ha detto Renzi ed ha aggiunto: «Sappiamo che alcune specie di animali, purtroppo, danneggiano le colture - È il caso dei caprioli che, nonostante la simpatia che ispirano, sono pericolosi perché ghiotti di gemme. Non me ne vogliano gli ambientalisti piemontesi, ma qui ne abbatteremo 4mila. Pochi, a mio avviso, rispetto ai necessari».

Parlare di specie pericolose in relazione a uccelli, acquatici o migratori come i colombacci, o addirittura frequentatori delle nostre città come merli e tortore ci sembra un grave infortunio linguistico ed anche per i caprioli non stiamo certamente parlando di mamba neri, cobra o coccodrilli. Nel passato, per indicare le specie che avevano un impatto sulle colture agricole si utilizzava almeno il termine di «nocivi», che poi serviva a coprire anche stragi di volpi, corvidi, cormorani, ecc.

Introdurre per specie animali che proliferano grazie ad una cattiva gestione faunistica la nozione di «pericoloso» è davvero un pericolo per le convivenza tra l´animale uomo e le altre specie. Una concenzione antropocentrica che, evidentemente, non si trova solo a destra. L´assessore alla caccia della provincia di Firenze ha invece esaltato la grande biodiversità del territorio e assicurato l´impegno a preservarla «anche dicendo no alla produzione di allevamento intensivo», peccato che poco lontano, a Quarrata, in provincia di Pistoia, la regione Toscana abbia finanziato con 1.800 euro il rilascio di 300 fagiani di allevamento acquistati a fine luglio da un´azienda faunistica.

Si tratta della cosiddetta «pronta-caccia» con la quale i cacciatori si divertono a sterminare selvaggina allevata di appena 3/4 mesi che non ha nessuna possibilità (ed esperienza) di scampare alle battute. Come spiega al Tirreno l´assessore all´ambiente di Quarrata, Marco Meoni «è selvaggina di 3-4 mesi, non abituata a vivere fuori dalla voliera. Se non sfugge ai cacciatori viene mangiata dalle volpi», più che di attività venatoria si tratta di tiro a bersagli viventi e di pura commercializzazione degli animali a scopo di sterminio, forse questa davvero un´attività pericolosa per l´ambiente, la biodiversità e la gestione faunistica del territorio. E´ strano che ci si preoccupi tanto della caccia di selezione e si ignori la mattanza annuale della «pronta-caccia».

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