[22/08/2006] Energia

Wrec, ovvero: i problemi di una scienza che non comunica

FIRENZE. Il Wrec (Word renewable energy congress) viene ritenuto, a ragione, uno degli eventi più importanti al mondo nel campo delle energie rinnovabili. Il migliaio di partecipanti, provenienti da cento Paesi diversi, ne è la dimostrazione. Nel grande congresso , che quest’anno si tiene a Firenze, si stanno incontrando e confrontando ricercatori di chiara fama, amministratori pubblici e imprenditori del settore. Un’opportunità rara per questi soggetti e anche per chi, come greenreport, ha come mission l´informazione ambientale.

Tutto bene dunque? Per i partecipanti forse sì, per greenreport e per i media in generale, no. Perché, ci perdonino gli organizzatori, il Wrec risulta un evento quasi impossibile da seguire. Da giorni andiamo dicendo che i mass media, giornalisticamente parlando, non stanno assolutamente ‘coprendo’ l’evento come meriterebbe, ma dopo aver partecipato al convegno dobbiamo riconoscere che esistono concrete difficoltà per farlo.

Cominciamo col dire che l’intero convegno è in inglese e non c’è alcuna traccia di traduttori simultanei. Non esiste un ufficio stampa degno di questo nome. Nessuna postazione internet. Nessuna pubblicazione in italiano, tranne un comunicato stampa di presentazione. Solo tanta buona volontà, che riconosciamo alle persone con cui abbiamo avuto a che fare e che ringraziamo.

Il problema non è di poco conto e non è legato alla questione della lingua inglese, che fortunatamente conosciamo sufficientemente. Qui bisogna capire che le tematiche di cui si discute sono affrontate dal punto di vista scientifico. E non è obbligatorio per i giornalisti conoscere il linguaggio dei ricercatori. Loro compito è invece quello di informare e farlo in queste condizioni è davvero arduo. La cosa più ‘grave’ è, ovviamente, che a rimetterci sono, come sempre, i cittadini. Che non solo vengono poco informati su dove e quando si sta tenendo questo evento, ma oltretutto trovano scarsi resoconti sui contenuti dei convegni che vi si stanno svolgendo. Il tutto tenendo conto che si sta parlando di argomenti, senza voler far retorica, che riguardano il futuro di noi tutti.

Da qui un’altra riflessione. Il mondo della ricerca sembra comunicare solo a se stesso. E comportandosi così dà adito ai media di parlare di ambiente sempre e solo in termini allarmistici o per le ‘bombe ecologiche’, oppure quando in mezzo a qualche iniziativa del settore c’è un personaggio dello spettacolo.

La questione è assai seria e la nostra speranza è che il mondo universitario e scientifico ( ma delle imprese si potrebbe dire quasi la stessa cosa ) si ponga, insieme allo scrupolo sui contenuti, anche il problema della loro divulgazione. Altrimenti chi fa informazione, anche a livello regionale, sceglierà come ha fatto oggi, di dedicare mezza pagina a chi ha tentato di spaccare un autovelox e neanche una riga ad un evento come il Wrec.

Nella foto: un momento del convegno

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