[21/08/2006] Parchi

La Lav dichiara guerra agli abbattimenti di caprioli e cinghiali

ROMA. Mentre gli animalisti si mobilitano per impedire l´abbattimento di 600 caprioli in provincia di Alessandria, l’on. Mellano della Rosa nel pugno ha presentato una interrogazione dove evidenzia che «la normativa nazionale e regionale non consente l´intervento dei cacciatori nei piani di abbattimento selettivo, che devono essere attuati da guardie venatorie delle amministrazioni provinciali, guardie forestali e comunali provviste di licenza».

Intanto la Lega antivivisezioone (Lav) apre un altro fronte, quello dei cinghiali, criticando la scelta della regione Friuli Venezia-Giulia di istituire “cinghialodromi”: «recinti – dice la Lav - dove addestrare i cani dei cacciatori a rincorrere cinghiali terrorizzati fino alla morte» Gli animalisti sono anche intervenuti a Lauco (Ud), dove, durante un convegno regionale sulle ricette gastronomiche per la carne di cinghiale, un cinghiale in una piccola gabbia serviva come richiamo per un ristorante.

Volontari della Lav hanno chiesto l’intervento dei carabinieri e del veterinario ASL che hanno provveduto a far riportare l’animale all’allevamento di provenienza. «La LAV provvederà ora a denunciare i responsabili del maltrattamento del cinghiale, che - fanno sapere gli animalisti - a norma della legge 189/04, rischiano fino ad un anno di reclusione o una multa fino a 15.000 Euro».

Ma per Carmen Caballero, coordinatrice regionale Lav il problema riguarda anche gli abbattimenti“selettivi”: «Quello avvenuto a Lauco è un inaccettabile atto di maltrattamento diretta conseguenza della campagna di criminalizzazione e di sterminio dei cinghiali messa in atto dagli amministratori regionali, con la scusa dei danni prodotti all’agricoltura. La nostra associazione non è però disposta ad accettare in silenzio decisioni che hanno tutta l’aria di essere una ricompensa per i cacciatori».

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