[21/08/2006] Parchi

Il decreto sulla caccia nelle Zps si è dimenticato il cemento

ROMA. Il 4 agosto il Consiglio dei ministri ha varato un decreto sulle Zone di protezione speciale, che è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale numero 191 del 18 agosto con il titolo: "Disposizioni urgenti per assicurare l´adeguamento dell´ordinamento nazionale alla direttiva 79/409/CEE in materia di conservazione della fauna selvatica" e che è consultabile nella nostra sezione documenti.

Ma cosa dice questo atto del governo che ha diviso i cacciatori tra la contrarietà della Federcaccia e il parere favorevole di Arcicaccia? Lo chiediamo ad Antonino Morabito, responsabile nazionale conservazione e gestione fauna di Legambiente.

«Tra le prime conseguenze pratiche di questo atto – dice Morabito - vi è il divieto generalizzato di caccia in deroga per fringuelli, peppole, passeri, storno, cormorano su tutto il territorio nazionale e di pre-aperture all´interno delle Zone di protezione speciale (Zps)».

Cosa significa?
«Vuol dire che quest´anno nelle Zps il divieto di caccia è fino al 16 settembre. Nel decreto del governo ci sono ulteriori numerose puntualizzazioni su cosa è vietato o autorizzabile nella Zps.
Ma il decreto deve essere concretamente applicato con una puntuale visione dei perimetri delle Zps che ricadono nei vostri rispettivi territori, compresa una presa d’atto delle forme di protezione e gestione di queste zone da parte delle amministrazioni comunali in cui ricadono tali Zps».

Quindi tutto bene?
«Tra le cose macroscopiche, che ´mancano´ nel citato decreto a tutela delle Zps e che dovrà assolutamente essere inserito nella conversione in legge, vi è il cemento illegale».

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