[18/08/2006] Rifiuti

Firenze e rifiuti: azienda unica o un´altra azienda?

FIRENZE. La data del 15 settembre annunciata da Martini come quella risolutiva almeno per cominciare a definire l’assetto del ciclo dei rifiuti nell´area metropolitana si avvicina, e intanto la discussione continua. La presa di posizione del presidente della Provincia Matteo Renzi sull’azienda unica per la provincia di Firenze è stata commentata ieri da Marco Samoggia (presidente di Quadrifoglio) e da Maria Capezzuoli (presidente di Safi). Oggi è la volta delle altre due aziende, Publiambiente e Aer, che operano sempre in provincia di Firenze.

«Io credo – afferma il presidente di Publiambiente Paolo Regini(nella foto) - che la soluzione proposta che individuava una nuova azienda per la gestione di tutti gli impianti di Prato, Firenze e Pistoia, sia sicuramente la soluzione ideale. Quella invece avanzata da parte di Renzi, che fa esclusivo riferimento alla provincia di Firenze e che ipotizza una fusione mi sembra una fuga in avanti».

Per il presidente di Publiambiente quindi «la semplificazione serve e meno aziende ci sono e meglio è, tuttavia pensare di raggiungere immediatamente questo obiettivo è un grosso rischio». Per quanto riguarda la possibilità che si vada verso lo scenario di una ulteriore azienda (di gestione degli impianti, ferme rimanendo le attuali), Regini non è preoccupato: «Se questa società sarà costituita dal sistema delle aziende già esistenti – conclude Regini – si tratterà quasi soltanto di un fatto formale, sarà una società snella per la quale potrebbe bastare un coordinatore e i capi impianto».

Da parte del presidente di Aer Silvano Longini c’è invece da tenere in considerazione prima di tutto il fattore temporale: «Pensare a una società unica per lo smaltimento che raggruppi le aziende è un’ipotesi positiva e un obiettivo da perseguire – spiega - Ritengo tuttavia che nella fase attuale il ragionamento non possa concludersi all’interno della provincia di Firenze, perché oggi molti degli impianti utilizzati si trovano negli Ato di Arezzo, Pisa e qualcosa anche a Siena».

Il presidente di Aer sa bene che ci sono previsioni importanti per la costruzione degli impianti in provincia, «e che quindi in prospettiva diventeranno una risorsa in grado di dare l’autonomia prevista dal Ronchi. Ma in questa lunga fase di transizione in cui gli impianti ancora non ci sono è necessario allargare il raggio e coinvolgere le altre province, altrimenti il rischio è quello di andare ad esaurire i loro impianti o più probabilmente di trovarci un giorno a non sapere dove portare i rifiuti».

Longini conclude ricordando quindi che «la società unica proposta da Renzi, che mi pare abbia parlato di fusione sia da leggere in prospettiva un po’ diversa: non è più sufficiente pensare in questo modo né è sufficiente pensare alla new company di Firenze, Pistoia e Prato perché neppure all’interno di queste tre province si esaurisce il ciclo. E’ evidente che bisogna pensare come rendere quest’area autonoma, ma questo è compito dei sindaci, non certo dei presidenti delle società che sono tutte pubbliche»

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