[26/01/2006] Rifiuti

Amianto, basta la parola... e cala il silenzio

LIVORNO. «Basta la parola» era lo slogan di un fortunato spot pubblicitario degli anni ’70. Per noi che non reclamizziamo purganti «basta la parola» significa nominare un vocabolo di sette lettere a qualsiasi amministratore della nostra Toscana: amianto. Basta la parola davvero per suscitare silenzi nel nostro interlocutore telefonico.
Eppure, se ci pensiamo un attimo, cosa ci sarà mai di strano nel chiedere a un sindaco, a un assessore comunale o provinciale, quando e come sono stati i fatti i censimenti per la rilevazione dell’amianto negli edifici adibiti a pubbliche funzioni? Niente, a rigor di logica. Ancora meno, in punta di diritto, visto che questo materiale pericoloso (i giornali o lo definiscono «fibra killer» o non ne parlano proprio) è stato messo al bando nel nostro paese da una legge del 1992 il cui decreto applicativo è uscito nel 1994. Dodici anni fa, più o meno, poco dopo la fine dei Mondiali di calcio persi per un rigore sbagliato da Baggio. Una legge attesa da tempo, se è vero che l’amianto uccide al ritmo di mille morti l’anno attraverso il cancro alla pleura. Nella provincia di Livorno più che altrove, vista la presenza storica di attività nelle quali l´amianto era usato a piene mani. Alle tante vittime si aggiungono i moltissimi prepensionati per l´esposizione all´amianto, fonte di costi non indifferenti per un sistema che si è rivelato capace di trovare le risorse per risarcire i lavoratori esposti, ma non quelle per bonificare i luoghi dove questa fibra è stata usata. Perpetuando così una situazione, ma evitando accuratamente di affrontarla all´origine.
Le risposte alla fatidica domanda, infatti, non arrivano mai o quasi. E’ lì che parte la catena dei rinvii: dagli amministratori ai tecnici. Che, quando va bene, sono cortesi ma spaesati. Quando va male, invece, accampano mille e una ragione (non le chiamiamo scuse perché siamo cortesi anche noi) per non rispondere, chiedono domande scritte (è grassa che sia sufficiente presentarle in carta libera) e danno un bel calcio al pallone per mandarlo il più lontano possibile e procrastinare i tempi di risposta.
Sarebbe ingeneroso pretendere risposte immediate e tempi di reazione degni di un centometrista su un argomento così specifico. Il fatto è che, passando di Comune in Comune, si fa sempre più netta l’impressione che a fare i censimenti finora siano stati pochi, pochissimi. Noi speriamo di sbagliare. E intanto cerchiamo.

nella foto: l´asportazione di materiali contenenti amianto

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