[25/01/2006] Rifiuti

«I rifiuti elettronici ci invaderanno, pensiamo agli impianti»

SIENA. «I dati dell’Osservatorio Findomestic confermano una tendenza degli anni scorsi. Anche perché da parte dei produttori di beni hi-tech non è affatto in flessione l’immissione sul mercato di prodotti sempre innovativi». Marco Buzzichelli, oggi amministratore delegato di Sienambiente, per anni direttore di Arrr, l’Agenzia regione recupero risorse della Toscana, commenta i dati diffusi da Findomestic ribadendo che ormai «assiste ad un fenomeno di disaccoppiamento tra Prodotto interno lordo e produzione di rifiuti: questi ultimi regolarmente crescono più del Pil quando questo cresce e diminuiscono meno del Pil quando questo diminuisce».
«Ma c’è di più – aggiunge Buzzichelli – ovvero una sorta di consumo compulsivo, un fenomeno di consumo che potremmo definire ‘identitario’: acquistiamo merce perché ci dà la sensazione di essere inclusi nel sistema economico-sociale dominante, ovvero perché da quell’atto di acquisto, se non addirittura di accaparramento, riceviamo la percezione, anche solo illusoria, di detenere saldamente un proprio status sociale opponibile rispetto ad altri membri della comunità sociale».
L’amministratore delegato di Sienambiente si sofferma anche sulla necessità di provvedere a creare i «cimiteri degli elettronici»: «Dovranno entrare nella geografia abituale dei nostri impianti, perché in termini ponderali cominciano a essere rilevanti nel quadro complessivo della produzione di rifiuti. E da qui ai prossimi 7-10 anni, considerando il ciclo di vita di questi beni, tre anni per un computer e dieci per un frigo, lo saranno ancora di più. Per questo dico che gli impianti per disassemblare e avviare al recupero questi materiali saranno strategici».

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