[25/01/2006] Comunicati

Ecolabel, se una maiuscola ti cambia la vita

LIVORNO. Prosegue lo scontro dialettico sull’Ecolabel con la E maiuscola e l’ecolabel con la minuscola, involontariamente alimentato dal nostro quotidiano.

Pino Lucchesi, presidente del Comitato Emas-Ecolabel Italia interviene di nuovo sulla vicenda, affermando che «quasi si trattasse di una specie rara o minacciata di estinzione, Luigi Rambelli, a giusto titolo presentato come “Presidente ed inventore”, continua con la difesa d’ufficio della sua creatura, il famoso “ecolabel” (con la minuscola, mi raccomando) di Legambiente, restio nella sostanza anche ad accettare il ramoscello d’olivo che discende ovviamente non da un cambiamento di opinioni ma da contatti intervenuti con Legambiente per identificare un percorso che sgombrasse il terreno da equivoci e consentisse, nel contempo, di apprezzare positivamente tutte le iniziative in campo, tra cui anche quella di Legambiente, ma a condizione di abolire quella dizione Ecolabel (con la maiuscola o con la minuscola, oggettivamente fuorviante)».
Pino Lucchesi prosegue il suo intervento puntualizzando alcune situazioni: «Intanto che ecolabel (minuscolo) in inglese significhi “marchio di qualità” se lo racconta solo Rambelli, il quale poi approfitta, pensando ad un regime di evidente concorrenza, per sparare bordate contro l’Ecolabel (maiuscolo) europeo da lui giudicato inadeguato e privo di elementi importanti, quasi non si fossero note le difficoltà che si devono superare per adottare uno strumento comunitario che vada bene a 25 Paesi».

Il presidente del comitato Emas Ecolabel Italia ci tiene poi a precisare «che a me delle iniziative di Legambiente e di Rambelli per “agganciare” associazioni e alberghi al loro carro non me ne frega nulla; l’importante – continua Lucchesi - è che non si passi un messaggio falso e tale da trarre in inganno gli interlocutori i quali, in buona fede, credano poi di aver aderito (magari a titolo oneroso) all’Ecolabel Europeo, quello formalmente disciplinato da un Regolamento Comunitario che, in quanto tale, ha valore di legge anche nel nostro Paese; e vengano poi a domandare al mio Comitato perché non sono inseriti nell’Elenco Europeo».
La conclusione di Pino Lucchesi è categorica: «Non ho ovviamente titolo a mettere il naso nelle cose di Legambiente, un’associazione che personalmente rispetto per i toni non faziosi e spesso costruttivi che adopera, ma questa “scheggia impazzita” dovrebbe essere riportata a migliori consigli…».

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