[24/01/2006] Comunicati

Rambelli a Lucchesi: «L´Ecolabel di Legambiente c´è dal 1997»

BOLOGNA - Lugi Rambelli, presidente e "inventore" di Legambiente Turismo, replica
al presidente del comitato nazionale Emas Ecolabel, Pino Lucchesi, che in una recente intervista a greenreport aveva polemizzato con la proposta di Legambiente «che porta avanti un suo "Ecolabel"».

«Ho letto con piacere sul vostro giornale - dice Rambelli - che il responsabile del comitato Emas Ecolabel, Pino Lucchesi, ha rinunciato a minacciare querele e denunce per il semplice fatto che Legambiente Turismo ha messo in atto una iniziativa che si configura come un marchio di qualità (in inglese ecolabel) che riscuote un successo importante nel quadro nazionale. Ne prendo atto, anche se alcune affermazioni del presidente mi costringono a precisazioni e chiarimenti. Legambiente ha assunto questa iniziative fin dal 1997 – spiega Rambelli - con il progetto sperimentale di Riccione, che cominciò in 30 hotel e che successivamente si è diffusa fino a raggiungere, nel 2005, l´adesione di 303 strutture ricettive (hotel, camping, residence, agriturismi, bed & breakfast, ostelli, osterie), con circa 40mila posti letto in Toscana, Emilia Romagna, Marche, Abruzzo, Campania, Calabria. Nel
2006 si sono aggiunti il Veneto, e l´Umbria».

Quindi un’iniziativa di respiro nazionale?
«Direi europea, visto che già da 5 anni Legambiente Turismo figura nell´inventario dell´organizzazione mondiale del turismo come una iniziativa con le caratteristiche di "ecolabel". Inoltre partecipa all´associazione “Visit”, la più forte iniziativa europea per il turismo sostenibile che associa oltre 1700 strutture ricettive di qualità che operano in Svizzera, Danimarca, Estonia, Lettonia, Lituania, Groenlandia, Svezia, Olanda, Belgio, Germania, Francia, Gran Bretagna, Austria, Lussemburgo, Norvegia, Finlandia, Islanda, come si può vedere sia dal sito italiano
(www.legambienteturismo.it) che da quello europeo (www.visit21.net), oltre che dai materiali che distribuisce ai turisti, dalla Guida Blu del Touring Club Italiano e dalla partecipazione a fiere e iniziative promozionali in Italia e all´estero».

Che ruolo gioca Legambiente Turismo in questo network di marchi di qualità europei?
«Legambiente Turismo ha partecipato attivamente alla realizzazione dell´Ecolabel europea promossa dalla Direzione Ambiente. La nostra presenza - insieme a pochi altri italiani - nel gruppo di lavoro che ha dato vita all´Ecolabel Europea, ci ha consentito di contribuire a migliorarne le caratteristiche e i contenuti, ma ci ha permesso anche di fare osservazioni che riguardano soprattutto l´inadeguatezza dell´approccio generale e dell´indirizzo seguito per affrontare un tema come quello dell´ecolabel in un settore come quello turistico, nel quale sono presenti articolazioni e particolarità molto diverse da quelle degli impianti industriali o prodotti di consumo. Particolarmente discutibili – continua Rambelli - sono state poi considerate l´esclusione dall´ecolabel già esistenti di elementi importanti, specie per un paese come il nostro, quali la sicurezza e la qualità degli alimenti, la valorizzazione dei prodotti tipici e la scarsa importanza attribuita alla promozione dei beni culturali e ambientali. Abbiamo sottolineato negativamente anche il tentativo di ridurre all´omogeneità comportamenti differenziati, in un settore dove invece la diversità è un pregio, e come questo, abbia condizionato pesantemente il pur pregevole lavoro dei tecnici incaricati di redigere i criteri».

Eppure, non solo da parte di Lucchesi, si mette in dubbio la validità del vostro ecolabel

«La validità della nostra proposta è confermata dal forte successo di Legambiente Turismo (e in campo internazionale di VISIT), al quale collaborano Enti Pubblici, associazioni di categoria e gruppi locali di imprenditori turistici. Recentemente VISIT è stata invitata a presentare la sua realtà alla Assemblea Generale di HOTREC, l´Associazione che conta 36 associazioni nazionali di tutta l´Europea (per l´Italia la Federalberghi) riscuotendo grande consenso».

Qual è la vostra presenza in Toscana?
«Sono già presenti 3 progetti locali di Legambiente Turismo: in Versilia, all´Isola d´Elba e nel Mugello. Tra breve altri gruppi locali dovrebbero costituirsi nelle zone interne. Il nostro è un lavoro interessante, e anche entusiasmante, che però non ci impedisce di guardare con favore al fatto che imprenditori aderenti a Legambiente Turismo richiedano - come già accade - anche l´ecolabel europea. Ci sembra necessario superare le visioni ristrette e "di bottega" che vede alcune strutture statali incentivare economicamente "solo" le iniziative proprie e fare la guerra alle iniziative nate dal basso. L´economia turistica italiana ha bisogno di una maggiore qualità sia delle località turistiche che delle strutture ricettive e per questo Legambiente giudica dannose sia le deregulation ambientali che vedono protagonista il governo nazionale (vedi legge delega sull´ambiente del ministro Matteoli) sia il ricorso alla vendita delle spiagge e aree demaniali per "fare cassa". Per questo ci permettiamo di consigliare sia l´Apat che i Governi Regionali e Locali a fare si che tutte le iniziative serie esistenti in questo campo siano aiutate a crescere ed evitare logiche "stataliste" che discriminino le iniziative che nascono dal basso. Tra l´altro questo è il messaggio con cui il Commissario Europeo ha concluso l´ultimo forum europeo del turismo sostenibile».

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