[24/01/2006] Rifiuti

«Gestiamo bene la discarica alimentando ricerca e innovazione»

PECCIOLI (Pisa). «Io credo che non stia a noi stabilire quanto peso la discarica debba avere nel governo dei rifiuti. Il nostro compito è gestire gli impianti che ci sono in maniera seria ed efficiente: se fossero mancati impianti come il nostro, la Toscana sarebbe stata in grave difficoltà». Renzo Macelloni (nella foto) non è più sindaco di Peccioli da quasi due anni. Adesso è alla guida della Belvedere, la società proprietaria di una delle maggiori discariche della Toscana, che ha fatto parlare di sé a livello nazionale, per la capacità di far ricadere sul territorio i benefici effetti degli introiti economici, e anche per una gestione ambientale che ha ottenuto la prestigiosa registrazione Emas. «Proprio in questi giorni – dice Macelloni – abbiamo ottenuto formalmente la riconferma della certificazione, il che dimostra l’impegno e la serietà nella gestione della discarica».
Insomma, il vostro compito è gestire quello che c’è, anche se la gestione integrata dei rifiuti relega la discarica a soluzione residuale…
«Ma questo lo sappiamo perfettamente. Però sappiamo pure che la discarica oggi ha un ruolo comunque importante, direi indispensabile».
Si riferisce al contributo dato da Peccioli alle esigenze di smaltimento della Toscana?
«Non solo da noi, diciamo anche da noi. Io credo che se oggi la Toscana è riuscita ad arrivare alla percentuale di raccolta differenziata che ha raggiunto, lo deve anche alla possibilità che ha avuto di programmare. E programmare è possibile solo se si è fuori dall’emergenza dello smaltimento. La nostra forza è stata questa: abbiamo risposto, e bene, ad una esigenza pratica. E’ ciò che penso, ma credo che sia anche un dato di fatto oggettivo».
Pensa che nel futuro le discariche avranno comunque un ruolo?
«Ne sono sicuro. Secondo me bisognerebbe smetterla di usare i toni che si sentono, quando si parla di questi argomenti. A volte le discariche sono campacci mal gestiti, altre volte sono luoghi da far sparire. Non spariranno, ce ne sarà sempre bisogno. Anzi, questi ragionamenti rischiano di danneggiare prima di tutto l’ambiente».
In che senso?
«Con il ritornello secondo il quale tanto prima o poi le discariche dovranno chiudere, va a finire che si chiude un occhio su chi le gestisce male, in modo non corretto. Sappiamo che il nostro è un sistema transitorio. Io dico: investiamo in ricerca e in innovazione. E’ quello che facciamo noi, credo rientri nei nostri compiti. Il futuro si costruisce oggi, non domani o dopodomani: le grandi scelte si fanno giorno per giorno».
E’ di questi giorni la notizia della corsa alle obbligazioni Belvedere. Un bel successo: come se lo spiega?
«Credo che i cittadini abbiano capito che è una cosa fatta abbastanza seriamente. Poi naturalmente il tasso di interesse che riconosciamo non è disprezzabile. La cosa che ci ha fatto più piacere è sicuramente la fiducia che i cittadini hanno mostrato aderendo al prestito obbligazionario. Questa è la soddisfazione maggiore».

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