[23/01/2006] Comunicati

Gli indicatori ambientali per le nostre città pubblicati dall´Istat

ROMA. E’ il modello Dpsir (Determinanti, Pressioni, Stato, Impatto, Risposte) il sistema di indicatori ritenuto più idoneo a rappresentare le informazioni ambientali. Secondo gli stati membri dell’Ue e le organizzazioni internazionali che si occupano di ambiente, questo modello riesce a fornire una visione integrata dei fenomeni, identificando gli indicatori in base alle loro principali caratteristiche della catena causale.
Nel nostro paese, è recente la pubblicazione, da parte dell’Istat, degli indicatori ambientali urbani, aggiornati per gli anni 2002-2003, per 103 comuni capoluogo di provincia, relativi alle tematiche più rappresentative della problematica ambientale: acqua, aria, energia, rifiuti, rumore, trasporti e verde urbano. Da qui, l’Istat ha individuato gli indicatori maggiormente rappresentativi delle problematiche ambientali.
Gli indicatori ambientali sono uno strumento che permette di rappresentare lo stato dell´ambiente e le principali cause di pressione. Consentono di riprodurre la realtà nel suo evolversi, di pianificare politiche ambientali, programmi di intervento e valutare se effettivamente gli interventi correttivi eventualmente effettuati abbiano prodotto effetti positivi.
Per facilitare la lettura degli indicatori ambientali sono stati proposti diversi modelli di riferimento. I modelli di riferimento più comunemente adottati sono il modello Pressioni, Stato, Risposte (Psr), ed il modello Determinanti, Pressioni, Stato, Impatto, Risposte (Dpsir), sviluppato dall´Agenzia Europea per l’Ambiente. Il primo modello fornisce un’organizzazione degli indicatori ambientali in tre componenti: le «pressioni» sull’ambiente, che misurano gli effetti delle diverse attività dell´uomo sull´ambiente, quali ad esempio, il consumo di risorse naturali; lo «stato» dell’ambiente, dove si misura la qualità delle componenti dell’ecosfera (aria, acqua, suolo), come la concentrazione di inquinanti nell’aria; le «risposte», con gli indicatori che valutano le attività, le politiche, i piani per il raggiungimento di obiettivi di protezione ambientale, quali, la realizzazione di barriere antirumore. Questi indicatori sono connessi da una relazione logica circolare, per cui le pressioni sull’ambiente ne influenzano lo stato e lo stato dell’ambiente richiede risposte per ridurre le pressioni.
Il modello Dpsir è una sostanziale evoluzione del «Psr», ottenuto scorporando dalla componente «pressioni» le «forze motrici» o «determinanti», che possono essere identificate con le attività derivanti da bisogni individuali, sociali ed economici, processi economici, produttivi e di consumo che causano pressioni sull´ambiente. C’è inoltre una distinzione tra stato dell’ambiente ed impatti sull’ambiente, che permette un approfondimento di rapporti di causa ed effetto all’interno della componente «stato». Nel modello Dpsir si separa, infatti, la descrizione della qualità dell’ambiente (Stato) dalla descrizione dei cambiamenti significativi indotti (Impatti) ovvero alterazioni prodotte dalle azioni antropiche negli ecosistemi e nella salute pubblica.

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