[20/01/2006] Energia

Silvestrini sul gas: «E’ una fonte strategica, ma occhio alle nostre caldaie»

ROMA. «Non ho dubbi sul fatto che il gas sia strategico in una fase di transizione verso le rinnovabili. Anche perché se ci fossero strozzature nell’approvvigionamento, la strategia che passerebbe sarebbe quella di aumentare le centrali a carbone». Così Gianni Silvestrini, direttore scientifico del Kyoto club, si esprime sull’utilizzo del gas come fonte di energia nel nostro paese. «Naturalmente in una politica saggia che non viene fatta – precisa Silvestrini – e che consiste nell’innalzamento dell’efficienza dei nostri impianti, potremmo anche usare meno gas. Sui giornali di questi giorni tutto il dibattito è spostato sui problemi di approvvigionamento: rischiamo di essere, insomma, con l’acqua alla gola. Ma il nostro parco caldaie è costituito da impianti di scarsa qualità: sarebbe sufficiente acquistare caldaie a tre-quattro stelle per risparmiare milioni di metri cubi di gas. Con qualche costo in più di investimento, ad esempio sulle caldaie a tre stelle, che però viene ampiamente recuperato nella bolletta. Quanto alle caldaie a condensazione, quelle a quatro stelle, si possono anche utilizzare incentivi grazie ai cosiddetti certificati bianchi. Il problema è che la nostra politica guarda solo all’offerta ma non alla domanda».
Da Silvestrini arriva anche un sostanziale assenso alla realizzazione di impianti di rigassificazione: «Credo che questi terminali siano strategici per non rimanere appesi ai gasdotti. Sappiamo che ci sono una decina di proposte a livello nazionale: non è detto che servano tutti, un po’ la stessa cosa delle centrali a ciclo combinato. Bisogna capire quali sono quelli migliori, in termini di ubicazione e anche di gestione dei rapporti con le popolazioni dei territori interessati. Tanto per fare un esempio, non mi pare che a Brindisi questo rapporto sia stato gestito benissimo. Del caso delle proposte di impianto in Toscana non ho approfondito molto la questione, quindi preferisco non esprimermi».

Torna all'archivio