[15/06/2006] Aria

L´inquinamento fa strage: 9mila morti l´anno per polveri fini e ozono

ROMA. La strage continua silenziosa, senza sosta. Ogni anno in Italia, secondo uno studio effettuato dall’Organizzazione mondiale della sanità per conto dell’Apat, Agenzia per la protezione dell’ambiente e del territorio, muoiono circa 9 mila persone per inquinamento atmosferico da PM10 e ozono.

Dietro i dati, contenuti nella ricerca «Impatto sanitario del PM10 e dell’ozono in 13 città italiane», che ha preso in esame 13 realtà urbane con più di 200mila abitanti (Torino, Genova, Milano, Trieste, Padova, Venezia-Mestre, Verona, Bologna, Firenze, Roma, Napoli, Catania e Palermo, per un totale di 9 milioni di persone, il 16% della popolazione nazionale), c’è una considerazione piuttosto semplice, che arriva dal direttore generale dell’Apat Giorgio Cesari: «Il secondo Rapporto Apat sulla qualità dell’ambiente urbano evidenzia come il PM10 emesso dal trasporto su strada rappresenti la principale fonte di emissione di particolato nelle aree metropolitane italiane. Se a questo si aggiunge che i trasporti su strada sono anche responsabili delle maggiori quote di precursori di particolato secondario, quali ossidi di azoto e composti organici volatili, si capisce l’importanza di efficaci politiche per la riduzione delle emissioni da traffico nelle aree urbane». Nel mirino ci sono soprattutto i ciclomotori a due tempi, ai quali, secondo Apat e Oms, dovrebbe essere dedicata un’attenzione particolare.

Tra il 2002 e il 2004, gli effetti a lungo termine delle concentrazioni di PM10 superiori ai 20 microgrammi a metro cubo hanno causato una media annuale di 8.220 morti, vale a dire il 9% della mortalità negli over 30 per tutte le cause, esclusi gli incidenti stradali. Tra le malattie provocate ci sono bronchiti, asma, sintomi respiratori in bambini e adulti, ricoveri ospedalieri per malattie cardiache e respiratorie che determinano perdita di numerosi giorni di lavoro. Anche l’ozono si sta rivelando come un inquinante pericoloso, soprattutto nell’Europa meridionale. Le stime parlano di un impatto annuale di 516 morti all’anno nelle città italiane.

Dati preoccupanti, davanti ai quali il ministro dell’ambiente Alfonso Pecoraro Scanio invoca piani regionali specifici. «Sono solo sei – dice – le Regioni che hanno fatto il piano per la qualità dell’aria ma sono solo due quelli approvati in sede europea». «L’emergenza smog – ha concluso il ministro – è un tema serio che va risolto con la riduzione dell’eccesso di mobilità nelle città e con il potenzialmento dei mezzi pubblici».

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