[15/06/2006] Comunicati

La sostenibilità si comincia a misurare anche in Toscana

SIENA. Cinque anni di lavoro, 13 università coinvolte e oltre 50 ricercatori impegnati a misurare la sostenibilità della provincia di Siena. I risultati del progetto Spin-Eco, finanziato dalla fondazione Monte dei Paschi su commissione dell’amministrazione provinciale, sarà presentato domani mattina al Santa Maria della Scala a Siena nell’ambito del forum mondiale sull’impronta ecologica, il Footprint forum 2006, alla quale partecipano più di 100 scienziati provenienti da tutto il mondo, compreso l’inventore dell’impronta ecologica, Mathis Wackernagel.

Per capire qualcosa di più sull’imponta ecologica e sul progetto Spin-Eco, abbiamo rivolto alcune domande al direttore del progetto stesso, Enzo Tiezzi, professore ordinario di chimica fisica all´Università di Siena.
«L’impronta ecologica è uno degli indicatori di sostenibilità usato per questo progetto, che ha avuto la sua sede centrale al dipartimento di Scienze e tecnologie chimiche e dei biosistemi dell’università di Siena: gli altri indicatori, per citare solo quelli principali, sono il bilancio serra (protocollo Kyoto), l’efficienza energetica, gli indicatori di impatto ambientale e infine l’Isew, che è il nuovissimo indicatore di sostenibilità ambientale e del welfare, che sostituisce il Pil. I risultati del progetto Spin-Eco, suddiviso in molteplici lavori, sono al centro di numerosi convegni mondiali: per esempio presenteremo 5 lavori al convegno mondiale delle città sostenibili, in programma a Tallin in Estonia il prossimo luglio, mentre a dicembre i nostri sforzi saranno protagonisti del convegno mondiale sullo stato del pianeta in programma nella Patagonia argentina».

Quali sono i risultati finali ottenuti dal territorio senese?
«La provincia di Siena è risultata in buona salute, con un’impronta ecologica tra le migliori d’Italia, sicuramente la migliore in Toscana insieme a Grosseto e con un bilancio serra in attivo. Come risultato conclusivo è arrivata anche la doppia certificazione della provincia di Siena, che ha ottenuto sia l’Emas che l’Iso. Anche se secondo il mio parere queste certificazioni sono un aspetto quasi marginale, perché in realtà il progetto ha prodotto risultati ben più importanti».

Quali sono le conseguenze concrete, a livello politico e sociale, del vostro lavoro?
«Secondo me ci sono almeno tre conseguenze dirette e concrete: la prima, la più materiale, è che l’impronta ecologica è stata assunta come uno dei parametri di valutazione da parte della commissione europea, che quindi in futuro agevolerà l’accesso ai finanziamenti europei proprio a quelle realtà che avranno un’impronta ecologica positiva. Il secondo elemento di concretezza è il ritorno d’immagine che certificazioni ambientali e riconoscimenti di questo genere possono assicurare al territorio in termini turistici. Il terzo dato, che ritengo anche il più importante, è che questi indicatori danno elementi precisi su cui i politici possono lavorare per fare le scelte migliori. Le province di Bologna e Pesaro per esempio, che sicuramente non hanno un’impronta ecologica buona come quella di Siena, hanno utilizzato i nostri studi per prendere decisioni migliorative delle loro città. Pensi che la Provincia di Siena ha in mano più di 50 volumi che abbiamo prodotto in questi 5 anni e sui quali potranno sicuramente prendere decisioni consapevoli».

L’impronta ecologica è una metodologia di calcolo della sostenibilità relativamente recente, ci spiega di cosa si tratta?
«L’impronta ecologica è un modello matematico che calcola quanto territorio sarebbe necessario per una città se dovesse produrre direttamente tutte le sue risorse naturali, cioè acqua, effetto serra, energia… È ovvio per esempio che l’impronta ecologica di newyork è enorme, avrebbe bisogno di mezza nuova zelanda per produrre ciò di cui ha bisogno. Il secondo passo è calcolare la biocapacità, cioè la capacità di un territorio di produrre le risorse. Sottraendo la biocapacità all’impronta ecologica si ottiene il deficit ecologico che , sempre fare qualche esempio, Siena e Grosseto hanno in pareggio, mentre petr esempio a Venezia è molto alto».

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