[14/06/2006] Energia

Kyoto club: rivedere gli obiettivi dei decreti sull’efficienza energetica

MILANO. Gianni Silvestrini e Mario Gamberale, del Kyoto club (organizzazione no profit di imprese, enti, associazioni e amministrazioni locali, impegnati nel raggiungimento degli obiettivi di riduzione delle emissioni di gas-serra assunti con il protocollo di Kyoto), hanno diffuso una dichiarazione con la quale invitano a innalzare i target di efficienza energetica previsti dai due decreti del 24 luglio 2004: «Considerando che il bilancio del primo anno di applicazione dei decreti sull’efficienza energetica ha messo in luce un consuntivo positivo con un risparmio certificato di 280.000 Tep, contro i 156.000 Tep previsti per il 2005 (+80%), è opportuno rivedere gli obiettivi al 2009 e prolungarli al 2012».

Il Kyoto club propone di innalzare da 2,9 Mtep a 3,5 Mtep l’obiettivo del 2009 e di fissare a 10 Mtep l’obiettivo del 2012. «Il raggiungimento di questi obiettivi – sostengono Silvestrini e Gamberale – consentirebbe di ridurre di 85 milioni di tonnellate le emissioni di CO2 nel quinquennio di Kyoto, evitando in tal modo di spendere una cifra pari a 1,7 miliardi di Euro, (nell’ipotesi ottimistica di un costo medio di 20 euto/tonnellata CO2) per l’acquisto all’estero dei crediti di CO2». Per il Kyoto Club, a partire dal 2007, bisognerebbe estendere l’obbligo di risparmio anche per i distributori di energia elettrica e gas con meno di 100mila addetti. Per i due esperti di energia è «particolarmente importante e delicata l’estensione dei decreti ministeriali ai ‘piccoli’ distributori gas attualmente non soggetti agli obblighi di risparmio, che tuttavia rappresentano il 42% del gas distribuito in Italia». «L’incremento e il prolungamento nel tempo degli obiettivi di risparmio – sostengono Silvestrini e Gamberale – consentiranno di creare un mercato certo per le energy service companies (oltre 400 già accreditate presso l’autorità dell’energia elettrica e il gas) creando quindi nuova occupazione. Infine le Regioni andranno stimolate a svolgere un ruolo politico attivo, individuando le aree prioritarie di intervento, favorendo la creazione delle Esco e attivando specifici cofinanziamenti in modo da attrarre nel proprio territorio le iniziative di risparmio».

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