[14/06/2006] Consumo

Petretto: «Crescita e sostenibilità possono non essere in contraddizione»

FIRENZE. Il rapporto sulla situazione economica della Toscana, presentato da Irpet e Unioncamere Toscana, evidenzia una situazione dell’economia regionale alquanto preoccupante. Lo scorso anno è stato, per l’economia toscana, ancor più negativo di quanto non lo sia stato per il resto del paese; se infatti il Pil nazionale è rimasto sui livelli del 2004, quello toscano è diminuito dello 0.2%. E questo è il terzo anno dell’ultimo quinquennio che si chiude con un calo del Pil.

La causa principale va ricercata nella caduta delle esportazioni che sono diminuite in termini reali del 2.3% (in Italia sono aumentate dello 0.4%), confermando un periodo ormai lungo di gravi difficoltà.

Al direttore di Irpet Alessandro Petretto (nella foto) chiediamo un commento su questi dati. Se li aspettava?
«Direi di no. Sono dati che sorprendono sia rispetto alle previsioni nostre ma anche di tutti gli organismi internazionali. Fortunatamente la situazione nel primo trimestre 2006 lascia prevedere che la Toscana possa riagganciare la ripresa, vedremo se e come ci riuscirà».

Che ne pensa del fatto che, nonostante si registri una stasi dell´economia toscana, contemporaneamente non sembra che gli indicatori di sostenibilità disponibili indichino un miglioramento?
«L’effetto ambientale non è legato all’elemento quantitativo di prodotto. Se si sviluppa la componente del prodotto generata dal terziario c’è sicuramente meno effetto inquinante del prodotto generato dall’industria ed è indubbio che la nostra economia si vada terziarizzando. Ma solo per fare un esempio a caso, in Finlandia hanno una crescita costante del Pil intorno al 5% e contemporaneamente un ambiente che noi ci possiamo soltanto sognare. Quindi la corrispondenza tra decrescita e qualità dell’ambiente non è né provata né sostenibile empiricamente, tutto dipende da come si produce cosa, perché per esempio se il Pil diminuisce e le tecniche di produzione restano antiquate le emissioni continuano ad essere alte».

Il Pil scende, ma intanto i consumi delle famiglie crescono di gran lunga rispetto alla media nazionale.
«Questo dato è facilmente spiegabile perché quello che è aumentato è il consumo dei non residenti, cioè del turismo. Inoltre in Toscana a parità di reddito, che resta medio-alto, c’è un maggior sostegno dell’intervento pubblico alle famiglie, come del resto avviene in tutte le realtà dove il pubblico è più presente».

Manifatturiero sempre più giù ed edilizia sempre più su.
«E’ innegabile che l’investimento immobiliare tiri più di ogni altro rendimento atteso. E questo purtroppo spinge il mercato in direzione dell’edilizia. C’è da considerare però che gran parte della questione è legata alle opere pubbliche, che storicamente sono sempre state lo strumento anticiclico per uscire da situazioni di impasse».

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