[12/06/2006] Urbanistica

Cgil: tra i diritti globali anche l’ambiente

ROMA. La Cgil ha presentato il "rapporto sui diritti globali 2006" ed è significativo che il più grande sindacato italiano riporti nella sua ricerca, in occasione dell’anno internazionale per i deserti proclamato dall’Onu, i dati del dossier "desertificazione ed eco-profughi sulle sponde del Mediterraneo" di Legambiente.

«Sono 135 milioni – scrivono Cgil e Legambiente - l´equivalente della popolazione di Francia e Germania, le persone che rischiano di diventare profughi per cause ambientali e 3,4 miliardi, circa la metà della popolazione mondiale, quelli che abitano zone esposte ad almeno un rischio ambientale dall’impatto rilevante, tra siccità, inondazioni, frane, cicloni, eruzioni vulcaniche, terremoti. la desertificazione è l’emergenza ambientale più grave degli ultimi decenni».

Una situazione che sembra destinata a peggiorare: ogni 5 anni il pianeta perde 24 miliardi di tonnellate di superficie fertile, ogni anno i danni economici sono di 42 miliardi di dollar. 3,4 miliardi di persone si trovano in aree esposte a siccità, inondazioni, frane, cicloni, eruzioni vulcaniche, terremoti e l’Onu stima che nel 2050 i cambiamenti climatici avranno costretto 150 milioni di persone a migrare.

Nel suo intervento alla presentazione del rapporto Cgil, Maurizio Gubbiotti, della segreteria nazionale Legambiente, ha evidenziato che «la gestione del rischio da eventi quali la desertificazione deve diventare pratica basilare di buon governo, trattandosi di una delle più gravi e pervasive forme di degrado ambientale che coinvolge un numero eccezionalmente elevato di persone. Le comunità povere, che vivono ai margini dei deserti sono spesso insediate in zone ecologicamente fragili e non avendo mezzi per gestire adeguatamente le risorse provocano a loro volta la degradazione generale dell’ambiente».

È un circolo vizioso: la povertà favorisce il degrado, il degrado produce povertà e quando anche il cambiamento del clima da conseguenza diviene fattore devastante, allora queste comunità sono costrette a cercare altrove terre in cui vivere.

«La lotta contro la desertificazione – ha concluso Gubbiotti – rappresenta, soprattutto nei paesi poveri, un obiettivo di primaria importanza, non solo per la tutela dell’ambiente ma anche per le implicazioni economiche e sociali».

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