[12/06/2006] Rifiuti

L´insostenibile pesantezza dell´ambiente

LIVORNO. E’ fin troppo facile cominciare questa settimana di quasi estate con una frase buttata lì, banale, banalissima, come «Tempi duri per l’ambiente». Il punto è che l’impressione è che mai come adesso sia difficile trovare sintesi migliore per valutare e riflettere su ciò che è accaduto in questi giorni.

Basta mettere in fila due o tre fatti, di livello nazionale e locale. Il primo è l’esame cui ogni giorno viene sottoposto l’esecutivo guidato da Romano Prodi. Lo fanno commentatori di destra, di centro e di sinistra. Non era così arduo immaginare che la situazione dell’Italia imponesse ai nuovi governanti di compiere scelte urgenti e di selezionare le priorità delle priorità. Bisognava essere molto ottimisti per ritrovare, fra queste, l’impostazione e la pratica reale di politiche di sostenibilità.

Noi, per la verità, questo dubbio l’avevamo sollevato in piena campagna elettorale (quando peraltro l’Unione sembrava avviata verso una vittoria assai più agevole di quella che ha strappato sul filo delle centinaia di voti), non perché illuminati da chissà quale folgorazione, ma perché era una previsione tutt’altro che difficile. Al governo si chiedono, da ogni parte, risultati immediati e tutti dello stesso genere: far ripartire l’Italia, fare in modo che tornino ad aumentare il ritmo della crescita ed il livello dei consumi. Senza l’aggiunta di altre condizioni, senza il minimo accenno alla sostenibilità dello sviluppo, tema che pure con un governo di segno opposto non troverebbe neppure il minimo diritto di cittadinanza.

D’altra parte, e qui ci spostiamo sul piano locale, la settimana appena passata si è chiusa con una assemblea degli industriali livornesi nella quale il macro-argomento ambiente-sostenibilità è stato totalmente ignorato. Volutamente o no, questo interessa poco. E’ stato posto l’accento sulla necessità di realizzare tutti i progetti in campo sul nostro territorio per costruire impianti di rigassificazione, è stato detto che il codice ambientale ha avuto note di elogio da tutti i settori imprenditoriali (e questo, spiace rilevarlo, non è proprio vero: solo Confindustria l’ha giudicato positivamente, tutte le organizzazioni dell’artigianato ne chiedono a gran voce la neutralizzazione), è stato ribadito che il rischio declino cui è sottoposta Livorno lo si evita solo tornando a crescere.

Ci permettiamo di pensare esattamente l’esatto opposto. E cioè, che il declino sarà certo e inevitabile, qui come altrove, se l’ambiente non verrà considerato come il fattore decisivo per uno sviluppo che sia tale.

Torna all'archivio