[09/06/2006] Parchi

Aviofauna, Lipu e Lav chiedono al governo interventi

PARMA. «Le procedure d’infrazione sul tema ambientale che gravano sull’Italia sono una pesante eredità del passato. Non possiamo dunque che esprimere apprezzamento per la seria intenzione del ministro dell’ambiente Alfonso Pecoraro Scanio di voler rapidamente risolvere tali situazioni evitando all’Italia, tra le altre cose, le pesanti sanzioni pecuniarie del caso».

Il presidente della Lipu, Giuliano Tallone ha commentato così la notizia delle 80 procedure d’infrazione aperta dall’Unione europea contro l’Italia. «Sono ben otto – ha detto Tallone - i casi di procedura giunti alle fasi finali dell’iter e dunque ad un passo dalla multa. Tra questi c’è la questione gravissima della mancata designazione delle Zone di Protezione speciale (Zps) per la tutela degli uccelli selvatici e degli habitat che, se non risolta in tempi rapidissimi, costerà al nostro Paese una cifra non inferiore ai 10 milioni di euro».

Secondo la Lipu ci sono due provvedimenti da prendere subito: designare le zone di protezione speciale sulla base del progetto Important Bird Area fatto proprio anche dall’Unione europe e messa a punto di efficaci misure di conservazione che garantiscano un buono stato di salute delle popolazioni di uccelli selvatici indicate dalla direttiva.

Anche Ennio Bonfanti, responsabile del settore fauna della Lav apprezza le dichiarazioni del ministro: «La ‘deregulation’ della caccia, condotta dal Governo Berlusconi e sempre incrementata dalle Regioni, è uno dei principali motivi per cui la Commissione Europea ha iniziato numerose procedure d´infrazione nei confronti della Repubblica italiana. Da anni l’Italia viola le direttive consentendo la caccia alle specie di piccoli uccelli (passeri, fringuelli, peppole, storni, ecc.) protetti dalla direttiva n. 79/409/CEE; inoltre i calendari venatori delle Regioni prevedono illegittime pre-aperture estive aumentando i periodi di caccia a danno della fauna».
La Lav chiede lo stop per: caccia in deroga a specie protette; anticipazione dell’apertura della stagione di caccia; all’uccellagione ed anche limiti severi al numero di animali abbattibili giornalmente ed esclusione dalle specie cacciabili di mammiferi e uccelli in rarefazione.

Torna all'archivio