[09/06/2006] Acqua

Oggi è la giornata mondiale degli oceani

ROMA. Oggi iniziano i campionati mondiali di calcio ma è anche la giornata mondiale degli Oceani, così Greenpeace mette insieme le due cose e diffonde un paragone impressionante: «Ogni quattro secondi un’area di fondali marini grande come dieci campi di calcio viene distrutta dalla pesca a strascico in mare aperto». Ogni giorno una flotta di circa trecento pescherecci ara con le reti a strascico circa 1500 chilometri di fondale, danneggiando alcune tra le specie marine più fragili. «Se tutto questo fosse accaduto sulla terra – fa notare Alessandro Giannì, responsabile campagna Oceani di Greenpeace – si sarebbe sollevata una protesta internazionale. La distruzione di questi incantevoli mondi sottomarini è lontana dagli occhi e, perciò, lontana dal cuore, e questo avviene solo per ridicole quantità di pescato. Le reti della pesca a strascico danneggiano i fondali, poiché non solo catturano tutto il pesce che incontrano sul proprio percorso, ma strappano via coralli e spugne, annientando fragili specie marine che hanno impiegato centinaia di anni a svilupparsi».

«Gli oceani – spiega una nota di Greenpeace – ospitano probabilmente il più ampio numero di specie ancora sconosciute. Gli scienziati stimano che negli abissi vivano da cinquecentomila a cento milioni di creature marine». Greenpeace, una coalizione di Ong e più di 1500 scienziati e diversi stati, chiedono all’Onu una moratoria mondiale sulla pesca a strascico sui fondali dei rilievi sottomarini e la creazione di una rete globale di riserve marine che comprenda il 40 per cento degli oceani del mondo. Il 15 giugno a Genova, a bordo della «Rainbow Warrior» l’ammiraglia della flotta di Greenpeace, si terrà una conferenza internazionale con la presentazione del nuovo rapporto «Riserve marine per il Mediterraneo».

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