[05/06/2006] Energia

La ricetta di Legambiente per l’energia

ROMA. In occasione della giornata mondiale dell’ambiente, Legambiente dà i numeri di una situazione italiana che non appare brillante. «Purtroppo la qualità ambientale in Italia paga il prezzo di anni di immobilismo e decisioni sbagliate, e sul fronte energetico i nostri consumi continuano a galoppare - spiega il presidente nazionale Della Seta - Su solare, termico e fotovoltaico, siamo praticamente all’anno zero: 8 mq ogni 1.000 abitanti di pannelli per il solare contro una media europea di 34 mq. Infine le nostre emissioni di anidride carbonica sono cresciute, dal 1999 ad oggi, dell’11%, mentre nel resto dell’Europa sono diminuite dell’1,7%».

Per recuperare il ritardo nei prossimi anni le priorità energetiche italiane devono avere ad obiettivi precisi: riduzione dei consumi energetici di almeno il 20%; forte sviluppo delle fonti rinnovabili fino a produrre il 25% dell’energia elettrica; efficienza e sicurezza della rete per una generazione diffusa, gas come energia possibile di transizione.

Su questo il presidente del Cigno verde concorda con il ministro Bersani sull’esigenza di realizzare alcuni impianti di rigassificazione per rendere meno rigido il sistema di approvvigionamento del metano. «Ma puntare sul gas come energia fossile di transizione – dice Della Seta – ha senso solo nel quadro di una politica energetica fortemente innovativa, che incentivi lo sviluppo delle energie pulite, a cominciare dal solare e dall’eolico dove l’Italia oggi è agli ultimi posti in Europa, e che promuova il miglioramento dell’efficienza energetica, sia nella produzione che nel consumo. Per la prima volta nel
2005 l’Italia è scesa sotto la media europea quanto a intensità energetica del Pil: questo dato ha un costo ambientale pesante ma è anche un disvalore competitivo per le nostre imprese».

La ricetta che propone Legambiente è la generazione di energia distribuita nel territorio e nelle città per soddisfare i fabbisogni termici con solare termico e le centrali di microcogenerazione a metano e i fabbisogni elettrici integrando le potenzialità di solare fotovoltaico, eolico, biomasse, mini-idroelettrico con le più efficienti tecnologie e una profonda ristrutturazione energetica e bioclimatica degli edifici.

«Finalmente il governo torna a parlare di ambiente. E non solo per proporre condoni edilizi o per trovare il modo di aggirare i parametri del protocollo di Kyoto sulle emissioni, ma per affrontare i nodi della politica energetica e dei cambiamenti climatici – conclude Della Seta - Per tutto questo chiediamo al governo Prodi di mettere ai primi posti della sua agenda un ‘nuovo inizio’ della nostra politica energetica, convocando al più presto una conferenza nazionale con tutti gli stakeholders7.

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