[05/06/2006] Comunicati

Giornata mondiale dell´ambiente e rubinetto chiuso per lavarci i denti...

LIVORNO. Oggi è la giornata mondiale dell’Ambiente. Si celebra da 33 anni con la speranza di contribuire ad accrescere la sensibilità dell’opinione pubblica mondiale sulle tante problematiche legate all’effetto serra e al deterioramento del nostro pianeta. Quest’anno per esempio la giornata si celebra ad Algeri, e il tema di fondo è quello dell’avanzamento dei deserti, che interessa ormai il 40% della terra: 100 Paesi coinvolti, 250 milioni di persone direttamente interessate al degrado del suolo, 12 milioni di ettari che ogni anno il deserto sottrae alle coltivazioni. Anche in Italia, dove quasi l’11% della Sardegna corre questo rischio, che in Sicilia arriva al 36,6% e in Puglia al 18,9%.

Numeri. Numeri e giornate. Come la giornata mondiale dell’acqua (22 marzo), il forum mondiale sull’acqua (16 marzo), giornata mondiale della biodiversità (22 maggio), giornata internazionale delle zone umide (2 febbraio), forum sociale mondiale (fine gennaio), forum italiano dei movimenti per l’acqua (10 febbraio), giornata del risparmio energetico (27 febbraio), giornata europea dei parchi (24 maggio), ventennale di Chernobyl (26 aprile), Forum sociale europeo (4 maggio), anniversario protocollo di Kyoto (16 febbraio)… Per citare, casualmente, solo alcuni dei più importanti appuntamenti che si sono svolti nei primi mesi di quest’anno per sensibilizzare gli abitanti di questo pianeta al suo uso responsabile.

Di solito ognuna di queste iniziative garantisce la propria sostenibilità ambientale (cioè che le emissioni di CO2 prodotte per organizzarla e per far arrivare i partecipanti vengono compensate da progetti di riforestazione in qualche parte del mondo). Ma non garantisce risultati, anzi. Perché il protocollo di Kyoto dall’America non è stato firmato e molti Paesi che lo hanno fatto, come l’Italia, sono lontani anni luce dal rispetto dell’obiettivo prefissato di abbattimento delle emissioni di CO2.

Eppure la Commissione europea dice che anche ogni individuo, operando piccoli cambiamenti nelle proprie abitudini quotidiane, può contribuire significativamente a ridurre le emissioni, che in Europa sono da ricondursi per il 16% ai consumi delle famiglie e per un ulteriore 10% al traffico privato. Servono stili di vita eco-compatibili, dicono gli esperti: non sgassare ai semafori, chiudere il rubinetto quando ci si lava i denti (vai a dirlo a chi abita a Caltanisetta!), usare lampadine a risparmio energetico, fare raccolta differenziata...

Va tutto bene, compreso l’acquisto di prodotti verdi o con marchio Ecolabel europeo o di mobili il cui legno venga da riciclaggio o provenga da un sistema di gestione e approvvigionamento forestale sostenibile...

Salvo poi verificare che da dieci anni esistono norme e leggi che impongono a istituzioni pubbliche e agli enti derivati (prevedendo anche sanzioni) di utilizzare questo tipo di prodotti, a cominciare dalla carta riciclata; Se ciò accadesse si avrebbe un forte contributo, dal momento che la spesa degli enti pubblici in Europa varia dal 17% al 25% della spesa globale per consumi, alla riduzione dei rifiuti, inoltre si influenzerebbe sia il mercato che le imprese che la ricerca scientifica. Alla fonte.

Noi potremo continuare a lavarci denti chiudendo il rubinetto, a usare carta riciclata e a fare giornate di sensibilizzazione in tutto il mondo, ma finché i governi, a qualsiasi livello, non interverranno alla fonte, cioè integrando economia ed ecologia, il nostro contributo resterà solo uno slogan, neppure tanto forte da pulirci le coscienze.
"Ognuno dovrebbe comportarsi come se dipendesse da lui stesso": perchè questa prassi non dovrebbe riguardare le organizzazioni di governo?

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