[16/07/2009] Energia

Firmato il decreto di Via per il rigassificatore di Zaule (Trieste)

LIVORNO. Firmato il decreto di Via per il rigassificatore di Zaule (Trieste) del Gruppo Gas Natural. Ne dà notizia il Ministro dell’Ambiente in un comunicato dove spiega che il progetto prevede un investimento di circa 500 milioni di euro e darà lavoro nella fase di realizzazione a circa 300 persone, a regime l’occupazione sarà di 70 addetti “diretti” e di 320 nell’indotto.

L’impianto sarà realizzato nell’area portuale di Trieste, nella quale la società realizzerà lavori di bonifica e risanamento. Il rigassificatore di Trieste è un progetto on-shore di proprietà al 100% del Gruppo Gas Natural, con due serbatoi da 140.000 metri cubi e una capacità annua di rigassificazione di 8 mld di metri cubi.

Gas Natural ha già stretto nell’agosto 2007 un accordo con Snam Rete Gas per connettere il rigassificatore alla rete nazionale di trasporto. Una volta completato il processo autorizzativo si stima un periodo di costruzione di 40 mesi.

Come noto anche questo rigassificatore, come gli altri in progetto in Italia vedi quello tra Livorno e Pisa, è stato oggetto di numerose critiche proprio sotto il profilo dell’impatto ambientale. Detto che l’utilizzo del gas nella transizione giusta e necessaria dalle fonti fossili a quelle alternative è obbligatorio in quanto meno inquinante di carbone e petrolio e meno impattante del nucleare, quello che preoccupa è l’assenza di un piano energetico nazionale. Perché il punto è sapere di quanta energia c’è effettivamente bisogno (stock compresi per la sicurezza) stabilendo contemporaneamente quale sia la strategia energetica dell’Italia rispetto all’Europa. Giusto o sbagliato che sia, se l’Italia volesse essere l’hub del gas europeo dovrebbe dichiararlo e spiegare come pianificare questa scelta. Ma al netto delle critiche possibili impianto per impianto, l’Italia appare impegnata nell’approvare di tutto e di più in campo energetico - vedi la pessima scelta del nucleare - senza alcun criterio direttore. Questo sì spaventa e inquieta perché nella sostanza non si va a razionalizzare le scelte - anche dal punto di vista economico - magari stabilendo quali sono effettivamente i luoghi migliori dove eventualmente andare a insediare i rigassificatori in questo caso, ma si lascia la cosa in mano al mercato e a una valutazione di impatto ambientale che comincia a mostrare dei seri limiti...

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