[16/07/2009] Energia

Ecco perché il Ddl sviluppo mette in crisi la cogenerazione

LIVORNO. Cogena, assieme ad altre associazioni di produttori che operano nei settori della fabbricazione e distribuzione di impianti e servizi per la produzione distribuita di energia da fonti rinnovabili e da cogenerazione, ha scritto oggi una lettera aperta sul Corriere della Sera per porre l’attenzione su quanto previsto dal Ddl sviluppo approvato pochi giorni fa.

In particolare l’articolo 33, che interviene sulle reti interne di utenza, stravolge quanto sino ad ora previsto e introduce un nuovo sistema di calcolo dei corrispettivi e degli oneri di sistema che penalizza fortemente i piccoli produttori e lascia inalterato invece il sistema per i grandi produttori.

«Con il Ddl 1195 B approvato al Senato- segnala Cogena- viene gravemente danneggiato il sistema produttivo, commerciale, distributivo e servizi nazionale e penalizzata l’efficienza energetica ed il risparmio energetico a causa degli oneri di sistema introdotti sulla energia autoprodotta ed autoconsumata».

In che modo tutto questo potrà avvenire ce lo siamo fatto spiegare da Edo Ronchi, presidente della Fondazione per lo sviluppo sostenibile. «Prima- spiega Ronchi- chi aveva un impianto di microgenerazione o di piccola taglia pagava la differenza tra l’energia che consumava e quella che produceva e fatturava il delta alla rete, in cui erano compresi i costi di trasmissione e distribuzione. Se per esempio fatturava 10 Kwh su questi pagava il 30% di oneri di trasmissione e fatturazione.
Adesso con l’art.33 del Ddl sviluppo, a prescindere dalle quantità consumate e prodotte, gli oneri del 30% si pagano su tutto. Salvo chi utilizza reti ad alta tensione, ovvero i grandi produttori che rimangono assoggettati al vecchio sistema».

Questo potrà anche significare l’azzeramento degli incentivi?
«Esatto, si potrà determinare il fatto che quanto ottenuto grazie agli incentivi si debba riversare interamente come oneri, dato che appunto adesso si pagheranno su tutto il consumo fatturato». Quindi con una mano si dà e con l’altra si prende.

Un provvedimento questo che secondo Cogena «non solo va nella direzione opposta intrapresa e percorsa dagli altri Paesi Europei ma, addirittura, neutralizza gli effetti positivi di altre norme previste ed approvate dallo stesso Ddl, prima tra le quali, la semplificazione amministrativa della installazione di unità di microcogenerazione (sola Comunicazione al Comune) e piccola cogenerazione (solo Dichiarazione inizio attività – DIA)».

Norme queste proposte da Cogena e approvate dal Parlamento, che adesso chiede al Governo di rivedere la materia appena disciplinata. L’occasione potrebbe essere la revisione in corso del Decreto legislativo n. 115 del 2008 in materia di usi finali dell’energia con riguardo ai Sistemi efficienti di utenza. Una richiesta, quella di Cogena, a salvaguardia degli investimenti, della competitività energetica delle imprese di tutti i settori e del Sistema Italia, coerente con le politiche europee di risparmio ed efficienza energetica anche attraverso la generazione distribuita di energia da fonti rinnovabili e da cogenerazione ad alto rendimento.

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