[15/07/2009] Energia

Ma Coldiretti fa subito un mezzo dietrofront: «Non siamo contrari all´eolico»

LIVORNO. Dal nutrito cartello delle associazioni che hanno promosso la conferenza stampa di oggi contro il nucleare, Coldiretti, che ne faceva parte, modera però i toni.
«Non siamo contrari all’energia eolica, se dovessi usare uno slogan direi più torri eoliche ma più basse, per l’autosufficienza delle imprese agricole» ci ha detto Stefano Masini responsabile ambiente e territorio di Coldiretti.

Dal titolo della conferenza stampa e dai toni usati nel sito Via dal vento, però non si direbbe che questa è la posizione condivisa dal resto delle associazioni con cui avete fatto l’iniziativa di oggi.
«Oggi abbiamo esposto i punti di sintesi di un coordinamento che si possono riassumere in due aspetti: il primo, l’apertura di un tavolo di lavoro per la costruzione di linee guida che siano più attente al territorio e che nella localizzazione di torri eoliche si tenga conto delle tradizioni e delle vocazioni agricole. Il secondo è che è necessario rivedere gli incentivi e la modalità con cui vengono erogati. L’attuale incentivazione al kwh dimostra che la produttività è troppo assistita, perché dopo 900 ore di vento l’eolico raggiunge già la remunerazione e tra 900 e 1800 è solo redditività. Le altre rinnovabili non hanno un incentivo comparabile».

Ma i toni usati nella comunicazione sono stati altri: stragi di avifauna, deturpazione del territorio…
«Per poter attirare l’attenzione si devono spesso usare toni forti».

Non crede che questo aiuti chi vuole il nucleare nel nostro paese, che quanto a impatti, con l’eolico non è certo nemmeno paragonabile?
«Non si è parlato di nucleare, ma di promozione delle rinnovabili».

Rinnovabili sì tranne l’eolico
«Non siamo contrari all’eolico, l’ho già detto, ma contro agli incentivi che sono troppo alti e al fatto che l’agricoltura non viene tenuta in conto quando si deve realizzare una pala».

Ma il sito che è stato presentato, e molti dei partecipanti di oggi, invece si dichiarano apertamente contro e si è parlato anche di una moratoria.
«Una cosa è il sito internet e una cosa è la posizione di Coldiretti. Di moratoria non si è volutamente parlato perché le posizioni non sono appunto omogenee».

Quindi per Coldiretti quella di oggi è stata una prova di forza per farsi ascoltare?
«Se vuole la può chiamare così».

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