[15/07/2009] Aria

Cina, esplode una fabbrica chimica. Nella stessa zona a giugno una fuga di Cobalto-60

LIVORNO. L’agenzia Xinhua ha battuto stamani la notizia di una grande esplosione in una fabbrica chimica nella provincia di Henan, nella Cina centrale, fino ad ora non è stato reso noto il nome esatto della località dove è avvenuto l’incidente.

Il bilancio delle vittime provvisorio era di 5 morti, due operai dispersi e 180 feriti, 7 dei quali in gravissime condizioni.

L’impianto interessato dall’esplosione produce coloranti chimici e i pompieri cinesi sono subito intervenuti per cercare di spegnere le fiamme e cercare di limitare un inquinamento che si annuncia molto vasto e pesante, almeno a giudicare dall’enorme colonna di denso fumo nero che si leva dalla fabbrica e dalle fiamme che hanno illuminato il cielo stanotte.

Tutti gli abitanti nei dintorni sono stati evacuati a causa dei gas irritanti sprigionati dalle fiamme.

Le cause dell’incidente non sono ancora conosciute, quel che la stessa Xinua la definisce «La seconda catastrofe tecnologica dall’inizio dell’estate nella provincia di Hanan».

All’inizio di giugno nella stessa provincia, in un’industria si è verificata una fuga di cobalto-60 radioattivo che ha seminato il panico tra la popolazione, anche se le autorità si sono subito precipitate ad assicurare che il metallo radioattivo non aveva inquinato l’ambiente.

Gli incidenti pongono quindi nuovamente all’ordine del giorno il disordinato sviluppo cinese che ha concentrato in “zone speciali” industrie molto pericolose, determinando in molte aree un sovraccarico di rischi ed inquinamento insostenibile e che ci vorrà molto tempo per “riparare”.

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