[06/07/2009] Aria

Clima al G8: il Wwf incalza ma la Cina già frena

LIVORNO. Uno degli appuntamenti del vertice dei G8 a L’aquila sarà rappresentato dal Major economies forum (Mef), l’incontro delle 17 più importanti economie del mondo, responsabili di circa l’80% delle emissioni globali, che dopo il vertice di Washington dello scorso aprile continuerà il dibattito sui cambiamenti climatici. Il Mef dovrà condurre il dibattito sul fronte delle tecnologie, mobilizzando risorse per definire programmi di azione tecnologica focalizzati sugli strumenti utili per i Paesi emergenti, come l’energia solare a concentrazione, le “smart grid” ovvero le reti elettriche intelligenti, efficienza energetica negli edifici, sistemi per monitorare la deforestazione, stazioni meteo con sistemi d’allerta.

«Il Mef deve mostrare una chiara leadership sul trasferimento di tecnologie e deve garantire lo stanziamento di maggiori risorse per la ricerca e lo sviluppo tecnologico». Lo ha dichiarato Mariagrazia Midulla, responsabile Clima ed Energia del Wwf Italia, che ha aggiunto: «i fondi pubblici per la ricerca devono essere raddoppiati entro il 2012. Per vincere la più grande sfida che l’umanità abbia mai affrontato ci vuole coraggio e solidarietà. Il G8 e il Mef in Italia saranno la migliore opportunità per dimostrare che nel mondo ci sono veri leader, e non solo politici».

Oltre all’appuntamento del Mef, all’interno del G8 si discuterà infatti più in generale di come arrivare ad un accordo sul clima nel prossimo vertice previsto a dicembre a Copenhagen.
«Dai leader del G8 ci aspettiamo una dichiarazione chiara per la riduzione delle proprie emissioni di almeno l’80% rispetto ai livelli del 1990 entro il 2050 - ha dichiarato - E’ il minimo indispensabile e qualunque obiettivo più debole sarà un completo fallimento. Una dichiarazione ferma da parte del G8 invierà un forte segnale al mondo in via di sviluppo e renderà più facile la riduzione delle emissioni anche per le economie in via di rapido sviluppo».

Il summit che si riunirà a L’Aquila sarà un’importante prova di leadership e di impegno, secondo l’associazione ambientalista, che scrive in un comunicato: «vedremo se il mondo benestante intende davvero assumersi la responsabilità di una lotta comune contro l’aumento delle temperature globali e contro un cambiamento climatico devastante, in vista dello storico appuntamento per un accordo globale equo, efficace e in linea con le indicazioni della Comunità Scientifica a Copenhagen».

I leader del G8 – si legge in un comunicato dell’associazione ambientalista - devono trovare un accordo per stabilire ambiziosi obiettivi a medio-termine per la riduzione delle emissioni entro il 2020, e devono mostrare al mondo che vogliono davvero andare fino in fondo. Stanno discutendo un obiettivo a lungo termine per la riduzione delle proprie emissioni dell’80% entro il 2050. Ma secondo il Wwwf, l’80% è solo il minimo indispensabile, mentre l’obiettivo che dovrebbero darsi i paesi industrializzati dovrebbe puntare a ridurre le proprie emissioni del 95% entro il 2050, e di almeno il 40% entro il 2020 rispetto ai livelli del 1990. Un obiettivo che per gli Usa (sempre a medio termine) dovrebbe essere analogo per tipologia, forma legale e impegno.

Inoltre gli obiettivi a lungo termine dovrebbero sempre tenere come anno di riferimento il 1990, per assicurare la possibilità di comparare gli sforzi dei diversi paesi e attuare le riduzioni davvero necessarie per rimanere ben al di sotto dei 2°C.

Secondo Kim Carstensen, leader della Global climate initiative del Wwf «un impegno chiaro che definisca nero su bianco la soglia del pericolo a 2°C è un dovere assoluto per i Paesi del G8» che «hanno la più grande responsabilità di mostrare una leadership sul clima. Senza la loro azione non possiamo aspettarci che il resto del mondo faccia qualcosa».

E la Cina ha già fatto sapere come la pensa. Il vice ministro degli Esteri cinese He Hafei, ieri sera a Roma, ha infatti ribadito la posizione che Pechino sosterrà al G8 dell´Aquila per affrontare i cambiamenti climatici. In una conferenza stampa di presentazione della visita del presidente Hu Jintao, giunto ieri in Italia per partecipare al summit, il vice ministro ha fatto il punto sulla posizione della Cina in tema di clima, ribadendo che «serve una strategia comune da parte della comunità internazionale per affrontare l´emergenza clima che è una sfida per tutti»
Ma, ha sottolineato He Hafei, «non ci dovranno essere né tasse sulla Co2 né alcun tipo di protezionismo».

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