[03/07/2009] Urbanistica

Il Wwf Toscana si scaglia contro l´ipotesi di un nuovo porto a Talamone

FIRENZE. La creazione di nuovi porti e “porticcioli” è vista da molti come un’opportunità di rilancio dell’economia locale, del turismo, del commercio attraverso il microindotto che si crea aprendo nelle aree di darsena esercizi commerciali. Questo operazioni passano anche come riqualificazioni di aree portuali ritenute assai vetuste e inadatte ad ospitare potenziali panfili che poi non attraccheranno mai. In realtà si tratta spesso di colate di cemento che vanno a rovinare in modo irreversibile le coste del nostro paese, con nuove infrastrutture, edificazioni, sbancamenti. Secondo il Wwf Toscana una cosa del genere rischia di accadere a Talamone, una delle perle paesaggistiche e ambientali della costa tirrenica che si trova ai margini del Parco dell’Uccellina. Il comune vuole riqualificare l’antico porticciolo, mettendo in pericolo, secondo l’associazione ambientalista, uno dei paesaggi storici più belli e delicati della Maremma, nonché una delle praterie di poseidonia più estese della costa toscana.

Ma il Wwf è particolarmente allarmato specialmente dopo aver letto i documenti della Variante urbanistica «abbiamo rilevato grandi carenze dei documenti di valutazione predisposti dal comune di Orbetello (richiesti dalla normativa regionale) che non spendono una parola sugli effetti sul paesaggio, sulla destinazione dei fanghi scavati, sugli impatti sul poseidonieto e sull’insediamento esistente, presentando solo non dimostrati effetti positivi e non considerando alcuna alternativa progettuale che non sia il totale rifacimento del porto, essendo questa l’unica operazione suscettibile di creare guadagni rilevanti». L’associazione ambientalista a supporto della sua tesi porta due esempi: il progetto parla di nuovo porto che garantirà “maggiore sicurezza dal rischio di degrado della poseidonia”, assicurata dal nuovo molo (oltre 500 m di lunghezza) che avrà funzioni di “cintura ecologica” impedendo che le acque rese torbide dalle eliche all’interno del porto raggiungano la poseidonia!! La strumentalità di tale preoccupazione “ecologica” – il molo serve per costruire posti barca, come è evidente – emerge con chiarezza qualora si consideri che la costruzione del molo prevede lo spostamento dell’ottocentesco canale scolmatore della bonifica, che ad ogni pioggia inonderà direttamente di acque torbide (e dolci) il poseidonieto così accuratamente protetto dalla cosiddetta cintura ecologica» fanno notare dal Wwf. Sempre nella variante urbanistica si afferma di voler “favorire alcuni processi di rinaturalizzazione di contesti a valle del porto e quelli idraulici di deflusso connessi agli scoli delle acque piovane” e di voler “realizzare un riequilibrio funzionale tra le aree destinate al costruito e quelle naturali”: «i processi di rinaturalizzazione si concretizzano nell’occupare le aree di bonifica prossime al mare e fino ad oggi inedificate (un paesaggio rarissimo in Toscana) con nuove strade, parcheggi e rotatorie, mentre il riequilibrio tra aree naturali e costruite si otterrà con la costruzione di circa 50 mila mc di nuove costruzioni, alberghi, zone commerciali, yacht club, etc. Il nuovo porto di Talamone- sostengono dal Wwf Toscana- è un errore urbanistico (stravolge gli assetti storici di Talamone e la separa dal suo porto), paesaggistico, ambientale, e sociale, motivato esclusivamente da fatto che, per pochi, la realizzazione del nuovo porto sarà un grosso affare immobiliare fondato sulla distruzione di risorse naturali, del paesaggio e della vivibilità quotidiana di questo piccolo borgo».

L’associazione ambientalista non si è limitata alla denuncia ma ha lanciato le sue proposte di riqualificazione, decisamente alternative: «riassetto e riqualificazione paesaggistica della attuale passeggiata a mare, manutenzione del canale scolmatore (lasciato dove gli ingegneri dell’ottocento lo hanno collocato), riordino degli ormeggi per i piccoli natanti, creazione dei servizi mancanti (servizi igienici, raccolta rifiuti e oli usati) e progettazione di un adeguato arredo, anche vegetale, degli spazi del porto. Operazioni di costo limitato, rispettose della storia di Talamone, che apporteranno vantaggi a tutti». Piccole interventi che comunque muovono l’economia locale nel rispetto del contesto ambientale.

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