[03/07/2009] Comunicati

Assicurarsi contro i disastri ambientali

LIVORNO. Governo e mercato assicurativo, ci informa stamani il Sole24Ore, rilanciano i progetti di collaborazione nei settori di frontiera della finanza pubblica relativamente alla previdenza e alla sanità, ma anche per infrastrutture e catastrofi naturali. Un tema - quello relativo alle assicurazioni per i disastri - di grande interesse e dibattuto in tutto il mondo di cui parla dettagliatamente anche il testo di Paul Virilio (L’Università del disastro) recensito recentemente da greenreport.

Non c’è quindi alcune veto ideologico da parte nostra, quindi, nei confronti di questa attività ma ci prendiamo la briga di fare alcune osservazioni critiche su quanto emerso dall’incontro di ieri all’assemblea annuale dell`Ania, l’associazione delle imprese assicuratrici, dove «il ministro delle Attività produttive, Claudio Scajola ha proposto alle compagnie di utilizzare una parte delle cospicue riserve del settore - 450 miliardi a garanzia delle future prestazioni assicurative - per finanziare i progetti di ammodernamento della rete infrastrutturale del paese. E il suo collega della Funzione Pubblica Renato Brunetta, intervenuto subito dopo, ha rilanciato il progetto di una copertura assicurativa obbligatoria sui rischi delle catastrofi naturali».

Brunetta, infatti, ha spiegato che «lo Stato spende 5 miliardi l’anno a pie` di lista per gli interventi di ricostruzione in seguito a terremoti ed alluvioni. Il 30% di questa somma è relativo alle ricostruzione degli edifici privati che, nei progetti del ministro, potrebbero essere oggetto di una copertura assicurativa, alleggerendo l’onere dello Stato».

«Di fronte alle emergenze della finanza pubblica ed ai mega trend dell’invecchiamento demografico e dei cambiamenti ambientali - ha detto nella sua relazione il presidente dell`Ania Fabio Cerchiai- “non si può pensare che un modello basato esclusivamente sul finanziamento pubblico possa essere ancora efficace in futuro. E che soprattutto possa essere ancora sostenibile ed efficiente”». Ma che cosa significa istituire delle polizze per le calamità naturali? «Non sarebbe una tassa in più a carico dei cittadini che attualmente - ha osservato Cerchiai - pagano un prezzo «sicuramente superiore» a quello prevedibile di un sistemapubblico-privato. E questo perché «accumulando riserve ed investendole l’assicurazione aumenta le risorse disponibili quando avviene il disastro». Il disastro, dunque, è dato per certo e questo va bene, si fa per dire, quando si parla di cataclismi, forse anche per i cambiamenti climatici in generale visto che è difficile stabilire di chi sia la colpa quando essi colpiscono una sola zona, ma per le alluvioni il discorso non è necessariamente uguale. Anzi. Con un lavoro di manutenzione e pianificazione, nonché di bonifica molte delle alluvioni avrebbero conseguenze assai meno catastrofiche anche in termini di vite umane. Allude forse a questo Brunetta quando dice il nuovo meccanismo potrebbe funzionare «con una polizza obbligatoria sugli edifici il cui premio, a livello locale sarebbe mitigato, con l’intervento dello Stato, in relazione alle politiche di tutela ambientale e di prevenzione poste in essere dalle singole amministrazioni»?.

Aggiungendo che così si potrebbe responsabilizzare i cittadini e contrastare il «lassismo» degli enti locali oggi incoraggiato «dalla miope e sbagliata politica dei condoni», ha proseguito il ministro prendendo le distanze da una strategia perseguita finora proprio dalla sua stessa parte politica». Può darsi, ma non ne siamo sicuri, di certo, dal nostro punto di vista, quando Scajola «ha proposto alle compagnie di utilizzare una parte delle cospicue riserve del settore per finanziare i progetti di ammodernamento della rete infrastrutturale del paese», queste dovrebbero essere opere di manutenzione se davvero si vuole avviare un percorso virtuoso. Ma sarebbero disposte le assicurazioni a investire in opere che abbasserebbero le possibilità di potenziali disastri e quindi farebbero diminuire anche il costo le polizze stesse? Questo ci pare un bel nodo tutto da sciogliere…

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