[01/07/2009] Parchi

Sui parchi e sui ´fischi per fiaschi´ presi dai leghisti elbani

ROMA. Non se se c’entri lo scirocco od altro, ma in generale noto un cattivo funzionamento della macchina cerebrale di molti protagonisti (si fa per dire!) della attuale scena elbana, ed una tendenza birichina ad andare sopra le righe, insomma a fare a chi le spara più grosse, magari soltanto per il gusto di apparire.
Non fossero sufficienti i problemi che ci assillano (li salto a piè pari, per carità di patria), ci mancavano gli emuli isolani del quel “cacciaball” del ministro Calderoli ad illuminare l’inizio di stagione, tra desideri repressi, pressappochismo, vellicazione degli istinti peggiori.

Prendendo fischi per fiaschi, tanto il loro elettorato è di bocca buona, ecco di nuovo riproposta in chiaro l’idea di sopprimere il Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano, e se proprio non si può sopprimere lo si devitalizzi o meglio lo si passi nelle capaci e callose mani del ministro Zaia.
E, meno che meno si parli dell’altra sulfurea invenzione degli aborriti ecologisti, quella delle aree marine protette, una specie di girone infernale al quale vengono condannati, dove si può, i soggetti meno meritevoli, particolarmente –come nel caso- quelli che votano a destra, una malefica invenzione, questa delle aree protette, dei soliti “comunisti” camuffati per l’occasione da verdi ma di un verde diverso da quello “pisello-padano”.

Manca sempre, in queste tiritere degne di miglior causa, la moderazione, l’uso del buon senso, una certa incapacità di sentire anche le ragioni degli altri, una chiusura apodittica e sentenziosa.

E’ questa del buon senso la chiave di lettura per far funzionare bene le aree protette, che in generale rappresentano un patrimonio importante per il Paese, un polmone per la biodiversità, un luogo non sottoposto, per la propria natura, alle regole da far west altrove operanti, un vanto per il nostro Paese almeno fino a qualche tempo fa.

Ma queste aree protette devono essere anche al servizio dell’uomo, devono essere fruibili, devono –esse stesse- procurare ricchezza ed opportunità, anche di lavoro. Molti sono gli esempi, in Italia ed all’estero, di scelte che muovono in questa direzione e non mi risulta che sia stato compromesso il valore ambientale delle aree interessate.

Il ministro Prestigiacomo sostiene da tempo questa tesi, che ovviamente non esclude la partecipazione dei privati. Non mi pare una tesi sconvolgente, soprattutto in questo periodo di vacche magre e di risorse statali decrescenti, a condizione che tutto avvenga in maniera chiara, pulita. Trasparente.

Da questo punto di vista percepisco come una forzatura la polemica permanente del presidente Tozzi contro il ministro Prestigiacomo, dal cui dicastero, val la pena di ricordarlo, dipendono gli stanziamenti per mantenere in vita il Parco ed anche… pur modeste che siano, le indennità degli amministratori, incluso il presidente.
Ho una certa esperienza di polemiche, ma non ho mai visto una rivolta tanto puntuale nei confronti del… proprio datore di lavoro e superiore gerarchico ed anch’io sinceramente non capisco (in questo d’accordo coi i critici) perché non si traggano le opportune conseguenze di questo stato di frizione permanente.

* Presidente Ce.N.I.S. (Centro Nazionale Iniziative Sociali)


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