[01/07/2009] Energia

E´ una servitù di sorvolo quella delle pale eoliche sul fondo limitrofo?

LIVORNO. Secondo il codice civile è o non è una servitù di sorvolo quella delle pale eoliche sul fondo limitrofo? “Non vi è dubbio che una servitù possa essere costituita per realizzare un impianto di produzione di energia elettrica da fonte rinnovabile”, ma questo viene dedotto dal Consiglio di stato in virtù della disciplina specifica per la realizzazione di servizi di pubblica utilità. Perché la disciplina civilistica prevista per la costituzione di servitù volontarie o coattive tra privati non assume valore determinante in materia di impianti di produzione di energia elettrica.

E’ appunto il Consiglio di Stato ad affermarlo - con sentenza sulla questione di due aerogeneratori (SPG-5 e SPG-6) nel Comune di Sant’ Agata di Puglia.

La questione ha inizio quando il Comune ha previsto la costituzione di una servitù coattiva aerea sulle aree di proprietà privata e il tribunale di primo grado ha affermato la sua illegittimità perché non prevista nel codice civile.

Ma nel nostro ordinamento esiste un “regime speciale” per la realizzazione degli impianti eolici di produzione elettrica.

Innanzi tutto c’è una disposizione (quella dell’articolo 43 del Dpr 327/01) che consente l’imposizione di servitù coattive in favore di “soggetti privati che svolgono, anche in base alla legge, servizi di interesse pubblico nei settori dei trasporti, delle telecomunicazioni, acqua, energia”. E ce ne è un’altra (articolo 1 legge n. 10 del 9 gennaio 1991) che considera l’utilizzazione delle fonti di energia - tra le quali è compreso il vento – “di pubblico interesse e di pubblica utilità”. Tanto che equipara le opere relative alle opere dichiarate indifferibili e urgenti ai fini dell’applicazione delle leggi sulle opere pubbliche”.

Inoltre, il Dlgs 387/2003 - oltre a ricordare che anche gli impianti eolici sono di pubblica utilità - dispone che non solo la costruzione e l’esercizio, ma anche gli interventi di modifica, potenziamento, rifacimento totale o parziale e riattivazione, così come le opere connesse e le infrastrutture indispensabili per la realizzazione degli impianti, sono soggetti ad autorizzazione unica, che, nel rispetto delle norme di tutela ambientale e paesaggistica, possono variare gli strumenti urbanistici.

In questo contesto, dunque il comune ha il potere di definire i contenuti e le modalità proprie per ogni diversa tipologia di impianto produttivo di energia da fonte rinnovabile, senza dover necessariamente costituire servitù solo nell’ambito ristretto di quelle contemplate espressamente dalle norme civilistiche.

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