[01/07/2009] Parchi

Rischia di sparire il parco marino delle mangrovie della Rdc

LIVORNO. L´Institut congolais de conservation de la nature (Iccn) ha lanciato un forte allarme alle autorità nazionali, provinciali e locali della Repubblica democratica del Congo (Rdc) perché si impegnino a fermare il vero e proprio saccheggio in atto nel parc national marine des Mangroves e sulla spiaggia di Muanda invasa da costruzioni abusive.

Questo parco (in realtà una riserva) è stato istituito nel 1992 nella provincia del Bas Congo, è gestito dall’Iccn rappresenta praticamente l’unico sbocco al mare della Rdc e si estende su una superficie di 768 km2.

E’ situato sulla riva nord della foce del fiume Congo, vicino alle località di Banana e Muanda ed è caratterizzato da importantissime e delicate aree marine terrestri e fluviali e insulari, mangrovieti e paludi che ospitano lamantini, tartarughe marine, coccodrilli, ippopotami, scimmie, varani e serpenti, oltre a una fauna ornitologica ed ittica di grande importanza.

I 20 guardiaparco sono praticamente impotenti davanti al bracconaggio sempre più invadente e ben armato, al disboscamento ed all’inquinamento da idrocarburi prodotto dalle petroliere che attraccano al porto di Matadi e da diversi siti di estrazione e raffinerie che si trovano nelle vicinanze (non solo nel territorio della Rdc).

Albert Vunda, responsabile dell’Iccn per il Bas-Congo, ha convocato una conferenza stampa per denunciare «lo sfruttamento abusivo di questo patrimonio nazionale che costituisce anche una minaccia per l’unica foresta naturale di mangrovie e per l’unica spiaggia sulla costa marina di cui dispone la Rdc».

Vunda ha anche deplorato «La pressione umana "innocente" ma non meno nociva esercitata sulla foresta dai contadini che si dedicano all’abbattimento senza freni delle essenze forestali per produrre legna da ardere, contribuendo così, senza volerlo, alla sparizione, in un tempo più o meno lungo, della foresta di mangrovie».

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