[30/06/2009] Rifiuti

Oggi entra in vigore la nuova disciplina sulle discariche

LIVORNO. Dopo le innumerevoli proroghe, oggi entra in vigore la disciplina relativa ai nuovi criteri di ammissibilità dei rifiuti in discarica.
Per le discariche era infatti il 30 giugno 2009 il termine ultimo da rispettare per l’applicazione dei criteri di ammissibilità dei rifiuti (ossia quelli previsti dal Dlgs 36/03 che recepisce la direttiva in materia). Salvo però la possibilità del presidente di una regione o di una provincia autonoma di chiedere “limitatamente alle discariche per i rifiuti inerti o non pericolosi” una ulteriore proroga (“con richiesta motivata da presentare entro il termine del 15 marzo 2009”) al 31 dicembre 2009 (cosa che anche la regione Toscana ha fatto). Fra l’altro lo stesso termine è previsto per l’accesso in discarica per i rifiuti con potere calorifero superiore a 13.000 kJ/kg.

Per le discariche era infatti il 30 giugno 2009 il termine ultimo da rispettare per l’applicazione dei criteri di ammissibilità dei rifiuti (ossia quelli previsti dal Dlgs 36/03 che recepisce la direttiva in materia). Salvo però la possibilità del presidente di una regione o di una provincia autonoma di chiedere “limitatamente alle discariche per i rifiuti inerti o non pericolosi” una ulteriore proroga (“con richiesta motivata da presentare entro il termine del 15 marzo 2009”) al 31 dicembre 2009. Fra l’altro lo stesso termine è previsto per l’accesso in discarica per i rifiuti con potere calorifero superiore a 13.000 kJ/kg.

La scadenza è fissata dal decreto legge (convertito successivamente in legge) sulle misure straordinarie in materia di risorse idriche e di protezione dell’ambiente (Dl 208/2008), decreto che ha prorogato dal 31 dicembre 2008 al 30 giugno 2009 l’entrata in vigore della nuova disciplina sulle discariche (che originariamente la fissava al 31 dicembre 2006).

L’obiettivo della normativa relativa alle discariche dei rifiuti – che fra l’altro recepisce una direttiva europea del 1999 - sarebbe quello di minimizzare gli impatti ambientali prodotti dalle discariche attraverso due strumenti essenziali: la progressiva riduzione del conferimento dei rifiuti biodegradabili e il pretrattamento termico o meccanico di rifiuti prima dello smaltimento.

Dunque fino ad ora, in pratica, l’Italia ha applicato alle discariche nuove, il trattamento, più favorevole, previsto per le discariche già esistenti, al contrario di quanto indicato dalla direttiva europea che aveva ed ha l’obiettivo di ridurre il più possibile le ripercussioni negative sull’ambiente delle discariche.

L’Italia, fra l’altro, è stata condannata dalla Comunità europea per non aver correttamente recepito la direttiva sulle discariche: l’ha recepita in ritardo (non raggiungendo degli obiettivi di riduzione dei rifiuti urbani biodegradabili conferiti in discarica) e non ha previsto un regime transitorio per le discariche per i rifiuti pericolosi preesistenti.

La discarica, però, secondo la gerarchia della corretta gestione dei rifiuti è (in teoria) l’ultima operazione dopo la riduzione il recupero come materia e il recupero come energia del rifiuto, ma in Italia finisce in discarica la maggior parte dei rifiuti prodotti anche per mancanza di impianti alternativi alla discarica).

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