[24/06/2009] Vivere con cura di Marinella Correggia

Obama, la mosca, il tafano, l’anofele…(PARTE PRIMA)

RIETI. “Diffido di chi senza ragione schiaccia un verme” disse quel tale. Nel senso che è etico evitare ogni violenza gratuita, anche a un essere probabilmente non in grado di soffrire (sugli insetti c’è da tempo un dibattito).

Ma stupisce un po’ la reazione differenziata della Peta, grossa e abbiente organizzazione animalista del mondo anglosassone, di fronte a due recenti “mosse” del presidente Obama. La prima volta, Obama ha ammazzato una mosca. E la Peta gli ha fatto una bonaria ramanzina mandandogli un apparecchio che cattura le mosche e permette di rispedirle all’aperto senza ucciderle. La seconda volta Obama si è fatto ritrarre durante un barbecue organizzato nei giardini della casa Bianca per gli studenti, mentre maneggiava sulla griglia spessissime fette di bistecca. E la Peta non gli ha detto nulla, almeno nulla risulta dal suo sito. Eppure il sacrificio di vite sensibili dovuto al consumo di carne con tutti i suoi effetti collaterali è certo molto superiore a quello dell’ammazzamento di una mosca. Come guardare il moscerino e lasciarsi sfuggire l’elefante (la Peta chiede spesso la riduzione dei consumi di bistecche, ma ha perso un’occasione d’oro per farne parlare di più legandola a un gesto del presidente).

E che dire dei tafani, detti anche assilli, che assillano l’esistenza degli animali? Li accudiamo o pietosamente li lasciamo a tormentarli? E le zanzare portatrici di malaria e gli altri insetti che provocano dolore a persone e animali? Ad esempio l’odiosa – anche se mamma l’ha fatta così - Cochliomyia hominivorax , in spagnolo mosca trivella, in francese mosca macellaia, che tormenta a morte le piaghe aperte di poveri bovini?

Cogliamo comunque l’occasione della mosca di Obama per parlare di come affrontare in modo il meno violento possibile il rapporto con insetti non così intollerabili.

Si raccomanda un po´ di pietas verso insetti isolati, facilmente allontanabili senza ammazzarli. In caso di invasioni, poi...

* Attenzione alle soluzioni finali chimiche o termiche. I tentativi di sterminare questi esserini fanno spendere agli italiani almeno 250 milioni di euro ogni anno in puri veleni. Sconsigliabili perché oltre al danno ambientale nella produzione e ai rischi sanitari contribuiscono a selezionare popolazioni di insetti resistenti a tutto.

* Prodotti naturali. Gli insetti di diverse specie non amano gli spruzzi del miscuglio che segue (in un flacone con pompetta spray,): alcol da liquori, poco olio essenziale di eucalipto e limone, un po’ d’acqua. Fra gli insetticidi naturali in vendita l’estratto di neem e di piretro.

* Zanzare. Contro la zanzara tigre, innocua nei nostri climi ma fastidiosa, si impongono alcune buone regole domestiche: rimuovere l´acqua stagnante intorno a casa, inserire nei sottovasi dei filamenti di rame che disturbano quegli animaletti (si ossidano, devono essere sostituiti). Accorgimenti “meccanici” di universale utilità sono le zanzariere alle finestre o sul letto. Il ventilatore a pale sul comodino consuma poco e disturba il volo delle vampirette. Alle quali sono sgraditi vasi di citronella, basilico e geranio alle finestre o sui balconi; e così gli oli essenziali di citronella e menta: impregnarne un batuffolo da porre sul comodino.

Yukiko, residente sulle colline sabine, ha notato una diminuzione del numero di zanzare dopo aver fatto crescere una barriera di cespugli di lavanda tutto intorno alla casa. Lozioni "repellenti" autoprodotte si ottengono mescolando oli vegetali adatti alla pelle (mandorle, germe di grano) e poche gocce delle essenze suindicate.


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