[19/06/2009] Consumo

Contaminazioni post-Chernobyl: verso la proroga del bando per i prodotti agricoli?

LIVORNO. Gli effetti dell’uso delle centrali nucleari - e soprattutto di quella di Cernobyl- sull’ambiente e sulla salute umana continuano a farsi sentire, anche a lungo termine. E’ di pochi giorni fa la notizia del pellett utilizzato per alimentare le stufe casalinghe contaminato dal cesio. E’ di ieri la proposta di un nuovo regolamento europeo relativo ai prodotti agricoli alimentari.

C’è la possibilità, infatti, che i controlli istituiti a suo tempo sui prodotti alimentari provenienti da paesi terzi contaminati siano prorogati fino al 31 marzo 2020 ossia di altri dieci anni rispetto a quello del 2010 (previsto dalla regolamentazione attuale).

Il Consiglio europeo propone un nuovo regolamento relativo alle condizioni d’importazione di prodotti agricoli originari dei paesi terzi a seguito dell’incidente verificatosi nella centrale nucleare di Cernobyl. Andrebbe appunto a modificare quello del 2008 (che a sua volta è andato a incidere su quello del 1995 che a suo tempo è stato prorogato da quello del 1990).

Questo perché la contaminazione da cesio radioattivo di alcuni prodotti agricoli originari dei paesi non appartenenti alla comunità europea più colpiti dall’incidente è ancora superiore alle tolleranze massime di radioattività stabilite nel regolamento del 1990. Un certo numero di prodotti derivati da specie che vivono e crescono in zone naturali e seminaturali, infatti, possono presentare elevati livelli di contaminazione da cesio-137 e la riduzione di tali livelli che si verifica nel tempo in detti prodotti è dovuta essenzialmente al periodo fisico di semitrasformazione di questo radionuclide, pari a 30 anni.

Ciò è stato confermato nell’ambito di uno studio effettuato per conto della Commissione, inteso a valutare le potenziali importazioni da parte degli Stati membri di prodotti agricoli contenenti radiocesio in tenori superiori a quelli fissati dalla normativa europea.

In base ai risultati di tale studio, il comitato ha raccomandato di mantenere nell’elenco tutti i prodotti che attualmente vi figurano e di sottoporre tali prodotti a controlli alle frontiere dell’Unione europea.

Il comitato è quindi, giunto alla conclusione che sia opportuno prorogare le disposizioni del regolamento del 2008 del Consiglio per un periodo minimo di dieci anni. E il gruppo di esperti di individuato dal trattato Euratom (ossia il trattato che ha istituito la Comunità europea dell´energia atomica) ha formulato un parere favorevole sulla proposta della Commissione e nelle sue conclusioni ha indicato che tale proroga è opportuna.

Adesso non resta che aspettare la decisione dell’Ue.

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