[19/06/2009] Comunicati

Barroso again: ma il suo programma un po´ più verde non convince ecologisti e socialisti

LIVORNO. Il Consiglio dei 27 dell’Unione europea ha dato ieri il proprio sostegno al secondo mandato alla presidenza della Commissione a Jose Manuel Barroso. La designazione formale dovrebbe comunque essere comunicata all´Europarlamento entro il 9 luglio, quando si riunirà a Bruxelles la conferenza dei capigruppo politici per decidere l´agenda della sessione plenaria inaugurale della VII legislatura a Strasburgo, dal 14 al 16 luglio, dove potrebbe essere inserito il voto di conferma di Barroso.

Per l’ex presidente, che non gode del sostegno dei socialisti dei verdi e di una parte dei liberali, la sfida è riuscire a evitare rinvii: se si vota a luglio gli basterà la maggioranza semplice e partendo dai 264 voti del Ppe sui 763 seggi dell´emiciclo di Strasburgo, la via potrebbe essere semplice. Ma se ci dovesse essere un rinvio all´autunno, il rischio è che la votazione avvenga con le regole del Trattato di Lisbona e a quel punto avrebbe bisogno di una maggioranza assoluta.

«Sono estremamente fiero del sostegno unanime che ho ricevuto da parte dei capi di Stato e di governo dell´Unione europea» ha dichiarato Barroso che ha ricevuto il via libera alla sua candidatura dopo aver presentato, ieri pomeriggio, il programma per i prossimi cinque anni, già anticipato ai 27 leader europei in una lettera.

«Io credo che in tempi di crisi abbiamo più bisogno di una Unione Europea più forte e di una Commissione più forte. Abbiamo bisogno di più Europa e non di meno Europa» scrive Barroso. «Questo è il momento di far crescere la nostra ambizione d’Europa e non di diminuirla. Questo più che mai è il momento dell’azione. Il mondo non aspetterà l’Europa».

Quindi le priorità che Barroso indica riguardano il rilancio dell’economia , in salsa europea e il mantenimento della leadership in vista della conferenza Onu sul clima, di dicembre a Copenhagen, dove si decideranno le misure per il post-Kyoto. Con un panorama mutato, però, rispetto al passato, per l’intraprendenza già mostrata dall’attuale amministrazione Obama.

«Le mie ambizioni per i prossimi 5 anni è un’Europa che- scrive Barroso- metta al centro dell’ economia sociale di mercato, opportunità, responsabilità e solidarietà. Un Europa aperta, competitiva e prospera che usi tutte le potenzialità del mercato interno e dell’euro; che incoraggi, anticipi e aggiunga alto valore alla nostra industria di base; nutra le eccellenze nei settori dei servizi; promuova lo sviluppo dell’agricoltura e aiuti a creare maggiore e migliore occupazione; investa nel futuro, in moderne infrastrutture, in ricerca e sviluppo, in innovazione, nello sviluppo delle capacità di base. Un Europa che si affidi ad una trasformazione radicale verso una società basata sulla conoscenza. Che porti la nostra economia fuori dall’attuale crisi e apra la via per una crescita più pronta, più verde e più sostenibile, promuovendo coesione economica e sociale e rafforzando la sostenibilità fiscale di lungo termine; che mantenga la leadership mondiale nella lotta ai cambiamenti climatici e promuova la sicurezza energetica, aiutando le tecnologie e le imprese europee a divenire pioniere nello sviluppo di una economia a basso contenuto di carbonio; che rifiuti ogni forma di protezionismo economico ma al tempo stesso promuova gli interessi europei nel mondo; continui a guidare la direttrice verso una effettiva regolazione e supervisione del mercato finanziario globale, modellando la globalizzazione sui nostri propri valori, rispettando i principi etici e promuovendo più alti standard sociali e ambientali nel mondo».

«In breve- conclude Barroso- un’Europa di responsabilità e di azione, dove i cittadini possano esercitare i loro diritti in un ambiente di legalità, libertà e sicurezza». Un programma che non ha convinto il capogruppo Pse Martin Schulz che ha ribadito che «Barroso non è l´uomo di nostra fiducia» e che non c´è solo un problema «di inimicizia personale, ma anche di qualità del programma».
E intanto ieri per lasciare spazio al dibattito sul percorso per riconfermare l’ex presidente per i prossimi 5 anni alla guida della commissione, sono slittati i tempi riguardo al tema all’ordine del giorno sui finanziamenti per la lotta ai cambiamenti climatici, così come il tema delle regole per la supervisione della finanza. Temi che, invece sembrerebbero rappresentare due priorità nel programma di Barroso.

Scrive Marco Zatterin, su La Stampa.it «per la cronaca la decisione su Barroso è stata presa il 18 giugno, ovvero il Waterloo day. Timore che l´Europa sia Napoleone e il portoghese non sia Wellington». Ci associamo a questi timori.

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