[18/06/2009] Consumo

Non è competenza dei comuni regolare l´uso dei fanghi in agricoltura

LIVORNO. Il comune non può disciplinare con un regolamento l’utilizzo dei fanghi biologici in agricoltura perché non ne ha competenza.
Lo afferma il Tribunale amministrativo della Lombardia (Tar) con sentenza che dà ragione alla società che si occupa del trattamento e dello smaltimento dei fanghi di depurazione in agricoltura e torto al Comune di Lomello.

Il Comune infatti, ha emanato un regolamento che dettava prescrizioni incompatibili non solo con la disciplina regionale, ma anche con la normativa nazionale: il testo unico ambientale (Dlgs 152/06 e successive modifiche) e il decreto legislativo in materia di utilizzo di fanghi in agricoltura.

In particolare, il Comune ha dettato prescrizioni incompatibili con la “ratio” della normativa nazionale in materia di fanghi, (quali la lavorazione dei fanghi per carico, la distanza minima dal perimetro esterno del paese, la limitazione oraria per buona parte dell’anno).

Il Dlgs 99/1992 (che recepisce e attua la direttiva europea concernente la protezione dell´ambiente, in particolare del suolo, nell’utilizzazione dei fanghi di depurazione in agricoltura) ha come scopo quello di disciplinare l’utilizzo dei fanghi di depurazione in agricoltura in modo da evitare effetti nocivi sul suolo, sulla vegetazione, sugli animali e sull’uomo, incoraggiandone nel contempo la corretta utilizzazione.

E’ lo stesso decreto che attribuisce particolari competenze alle Regione. Per esempio queste possono stabilire ulteriori limiti rispetto alla normativa nazionale e condizioni di utilizzo in agricoltura per i diversi tipi di fanghi in relazione alle caratteristiche dei suoli, al ruolo delle culture praticate alla composizione dei fanghi e anche alle modalità di trattamento.

Il decreto, però,non attribuisce alcuna competenza al Comune.

Dunque se la disciplina per lo spandimento è contenuta nei Dlgs. 152/06 e 99/92 - i quali, fra l’altro, rivestono carattere di norma speciale rispetto al Testo unico delle leggi sanitarie – e se la potestà regolamentare è attribuita (dai due decreti) alle Regioni, ne deriva che il regolamento per l’utilizzo su terreno agricolo di fertilizzanti, reflui zootecnici e fanghi da depurazione approvato dal comune è illegittimo.

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