[17/06/2009] Parchi

Una pubblicazione della Provincia Autonoma di Trento e Lipu per limitare gli investimenti di fauna selvatica

FIRENZE. Un´interessante pubblicazione del servizio Gestione strade della Provincia Autonoma di Trento effettuata in collaborazione con la Lipu (Lega italiana protezione uccelli), affronta il tema del delicato rapporto tra infrastrutture di mobilità (autostrade, strade e ferrovie) e la fauna selvatica. Nel solo anno 2008 sulle strade del Trentino si sono verificati 616 incidenti con ungulati, caprioli e cervi in particolare, con danni materiali per milioni di euro che in passato hanno causato anche la perdita di vite umane, senza contare la tragica fine fatta dagli stessi animali investiti.

Le grandi infrastrutture sono causa di impatti ambientali (modifica degli habitat, inquinamento, disturbi sonori e visivi, frammentazione degli ecosistemi) interferendo con la biodiversità e le reti ecologiche.

La normativa riconosce un grado di responsabilità all’ente gestore dell’infrastruttura, che ha l’obbligo di implementare misure tecniche, oggi disponibili, per mitigare gli impatti ecologici e migliorare la sicurezza per automobilisti ed animali. Il fenomeno molto diffuso in quest’area del Nord Italia è presente però anche nel resto del Paese. L’esperienza accumulata in oltre 15 anni dalla Provincia Autonoma di Trento può essere utile anche ad altre realtà.

Fin dal 1993- informano dall’amministrazione provinciale- sono stati raccolti in modo sistematico dati sul fenomeno di investimento degli animali. Nel 2002 è stato creato un sistema informatizzato per la gestione e la georeferenziazione dei dati, utilizzando un servizio web. Ciò consente di aggiornare il data-base, di elaborare i dati e di realizzare "mappe di sensibilità" degli incidenti faunistici, utili per l´individuazione dei corridoi faunistici, la localizzazione degli interventi di prevenzione degli investimenti, non ultima la valutazione in fase di pianificazione degli impatti causati da nuove infrastrutture viarie sulle popolazioni di animali selvatici.

La banca dati ha permesso di realizzare un "modello predittivo" per la valutazione del rischio da incidente stradale con ungulati. Si è pensato e si pensa però anche alla fauna minore, per tutelare la quale si sono allestite barriere temporanee per anfibi ed altri animali di piccola taglia.

Si è giunti così al “catalogo” delle strade a rischio, cioè all´individuazione di 160 tratti di strade (che interessano 101 chilometri) che presentano vari gradi di rischio e lungo i quali sono stati installati degli speciali catadiottri "antifauna". Si tratta di dissuasori ottici riflettenti a bordo strada che, attivati di notte dai fari degli autoveicoli di passaggio, riflettono un fascio di luce verso l´esterno creando una barriera ottica che induce l´animale che proviene dal bosco a bloccarsi. Passato il veicolo l´effetto cessa e l´animale può attraversare la strada senza più pericolo.

Tutti i particolari sono contenuti nella guida “Investimenti di fauna selvatica”, ma ovviamente, sottolineano dalla Provincia Autonoma di Trento, è comunque sempre indispensabile la collaborazione degli automobilisti e degli altri utenti della strada, a cui è richiesta particolare attenzione nelle strade a rischio attraversamento, specialmente nelle ore notturne, e la limitazione della velocità come del resto prescrive il codice della strada.

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