[17/06/2009] Parchi

Il Wwf chiede la chiusura della caccia alla pernice bianca

ROMA. Il Wwf Italia guarda con preoccupazione alla prossima stagione venatoria che partirà in settembre, specialmente per i destini di alcune specie a rischio coma la pernice bianca. Per questo motivo l’associazione ambientalista ha lanciato la richiesta formale alle regioni e alle province che proprio in questo periodo stanno formulando i nuovi calendari venatori, di chiudere la caccia alla pernice bianca su tutto l’arco alpino per salvarla dall’estinzione.

La pernice bianca è la specie simbolo delle Alpi- sottolineano dal Wwf Italia- e da anni mostra una grave difficoltà con una diminuzione spesso drastica, con popolazioni quasi completamente costituite da nuclei isolati. Cambiamenti climatici in corso, soprattutto in relazione alla diminuzione della nevosità, prelievo venatorio, aumentata accessibilità dei comprensori di alta quota, lo sviluppo di nuovi impianti sciistici e l’escursionismo invernale e primaverile non regolamentato, sono le principali cause del declino segnalato dalle stesse associazioni dei cacciatori.

«Se vogliamo salvare dall’estinzione questa specie simbolo delle nostre montagne è inevitabile l’assunzione di responsabilità da parte di tutti gli enti che hanno il compito di tutelare la biodiversità alpina- ha affermato Stefano Leoni presidente Wwf Italia- Per questo il Wwf chiede alle Province e alle Regioni che ancora non lo hanno fatto di chiudere la caccia alla pernice bianca fin dal prossimo calendario venatorio per l’anno 2009-2010» Negli ultimi anni con atto di responsabilità alcune province, come Como, Lecco e Bergamo, hanno autonomamente chiuso la caccia alla specie a causa della bassissima consistenza numerica.

Non regge, tra l’altro, secondo il Wwf, la posizione dominante in passato nel mondo venatorio, secondo la quale non esisterebbe una sufficiente conoscenza complessiva della consistenza della specie, giustificazione utilizzata per motivare i mancati depennamenti dalla lista delle cacciabili.

Tra l’altro come indicano le Direttive comunitarie in presenza di carenza di dati conoscitivi è necessario procedere a supporto della scelta più garantista per la specie, secondo il fondamentale principio di precauzione
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Il Wwf ha inoltrato la richiesta alle Regioni Valle d’Aosta, Piemonte, Lombardia, Veneto, Friuli Venezia Giulia e alle Province autonome di Trento, Bolzano e alle province di Cuneo, Torino, Verbania Cusio Ossola, Biella, Varese, Como, Sondrio, Bergamo, Brescia, Lecco, Belluno, Udine, Pordenone e p.c. all’ Ispra (Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale) e all’Unione Europea.

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