[17/06/2009] Consumo

Ocs: energia e un nuovo Ecu euro-asiatico anti-dollaro

LIVORNO. Ekaterinenburg è stata in questi giorni il crocevia delle prove di un nuovo ordine multilaterale (con il Bric dei 4 Paesi emergenti) e del tentativo di creare un nuovo bolocco economico regionale che mette insieme un bel pezzo di Asia che conta. Il summit dell’Organizzazione di cooperazione di Shanghai (Ocs) si è concluso con l’impegno a dialoghi costruttivi e ad una cooperazione rafforzata.

E’ chiaro che ad Ekaterinenburg Cina e Russia (con l’India come osservatore molto interessato) hanno fatto un altro passo avanti per l’egemonia politica nell’Asia centrale ed orientale, anche per assicurare la sicurezza energetica ed alimentare a tutta l’Asia..

L’Ocs si propone non solo come serbatoio di gas e petrolio ma, con la Cina rampante, punta a giocare un ruolo decisivo sia nella riforma della finanza mondiale, sia nelle trattative per i cambiamenti climatici che dovrebbero portare ad un nuovo accordo internazionale a Copenhagen.

I Paesi Ocs e quelli osservatori (che hanno dimostrato una sempre più accentuata disposizione all’integrazione) chiedono di rafforzare il controllo sulle istituzioni finanziarie e per la cooperazione internazionale «Per prevenire ogni nuova propagazione della crisi finanziaria».

Per questo i Paesi asiatici rafforzeranno le loro relazioni intergovernative e definiranno le priorità della loro cooperazione.

Ma, visto l’ambito e i protagonisti, l’Ocs ha discusso soprattutto della realizzazione di grandi progetti comuni e della loro cooperazione energetica.

I Paesi dell’Ocs «Intendono sviluppare congiuntamente con la comunità internazionale degli sforzi miranti a mettere in campo un ordine finanziario internazionale più giusto, equo e regolamentato, aprendo a tutti gli Stati un accesso uguale ai benefici della globalizzazione. A questo fine, la cooperazione e lo scambio di informazioni nella sfera finanziaria internazionale così come nella lotta contro le conseguenze della crisi finanziaria mondiale nello spazio Ocs devono essere intensificate».

L’Ocs evidenzia «La necessità di accelerare la realizzazione di grossi progetti che ampliano le possibilità di trasporto e comunicazioni nella regione», anche per garantire l’accesso dei Paesi membri ai mercati mondiali. Il completamento di questi progetti e lo sviluppo di corridoi internazionali di trasporto, l´ammodernamento di ferrovie ed autostrade soddisfano le condizioni necessarie per rafforzare il potenziale della regione come un ponte transcontinentale tra l´Europa e l´Asia».

Il comunicato finale spiega che i Paesi Ocs sono determinati a promuovere la cooperazione energetica «Sulla base dell’uguaglianza, con l’obiettivo di garantire un approvvigionamento energetico efficace, affidabile e non inquinante».

Un passaggio in cui si riflettono, e a quanto pare si stemperano, i recenti screzi tra Russia e Paesi dell’Asia centrale ex Sovietica riguardanti le forniture di gas e petrolio e alcuni incidenti a gasdotti ed oleodotti.

Ma la cosa certamente clamorosa prodotta dal summit di Ekaterinenburg è stato l’incarico dato dai leader dell’Ocs ai loro esperti di studiare la possibilità di realizzare una nuova moneta sovranazionale che faccia concorrenza al dollaro e all’euro.

Il summit ha ribadito che l’attuale sistema finanziario mondiale fondato sul dollaro non è ideale e che «la comparsa di una nuova moneta di riserva è inevitabile».

Arkadi Dvorkovitch, un consigliere del presidente russo Dmitri Medvedev , ha detto che «Questa non è ancora una decisione del tutto presa, occorre ancora studiare l’idea ed ignoriamo come funzionerà, ma questa idea è interessante».

La Russia aveva già proposto il rublo come moneta comune circolante nella Comunità degli Stati indipendenti che mette insieme molte delle ex repubbliche dell’Urss e al summit dell’Ocs Russia, Cina, Kazakistan, Kirghizistan, Uzbekistan e Tagikistan hanno discusso se utilizzare intanto nei loro scambi le varie monete nazionali al posto del dollaro oppure introdurre una nuova moneta internazionale.

Intanto è passata la proposta russa di una “unità di regolamento” e Medvedev ha spiegato nella conferenza finale che secondo lui «L’esperienza europea, i Paesi della Cee utilizzavano l’Ecu nelle transazioni intercomunitarie prima dell’euro, dovrebbe essere profittevole».

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