[17/06/2009] Comunicati

E’ dedicato alla sostenibilità Zoes.it, il primo social network creato in Italia

FIRENZE. «Dalla relazione con persone che agiscono, spinte da uno scopo comune, nascono reti che operano localmente. Unite da una sensibilità condivisa, le reti comunicano, si incontrano, cooperano e allargano i loro orizzonti. In uno spazio comune, le reti si espandono, si moltiplicano, e creano una grande rete»: la rete sono i cittadini, gli enti e le imprese interessati al perseguimento di una economia responsabile (sia dal punto di vista della sostenibilità sociale, sia ambientale), e lo spazio comune si chiama Zoes, acronimo di “zona equosostenibile”.

Zoes (www.zoes.it), di cui abbiamo citato la presentazione, è il primo social network italiano dedicato espressamente alla sostenibilità, ed è stato ideato dalla fondazione culturale responsabilità etica (gruppo Banca Etica) e dalla fondazione Sistema Toscana. Oltre a offrire spazi di confronto agli utenti, il progetto prevede, grazie al sito internet, la divulgazione di notizie e la promozione di iniziative. Per un approfondimento riguardo alla natura del progetto, abbiamo rivolto alcune domande a Ugo Biggeri, presidente della fondazione culturale responsabilità etica, che tra l’altro ha osservato come Zoes sia non solo il primo social network italiano dedicato alla sostenibilità, ma anche il primo social network in generale che sia stato ideato e creato in Italia, mentre gli altri (come il celeberrimo Facebook) sono versioni italiane di progetti stranieri. Attualmente sono oltre 4000 gli utenti attivi, che si sono iscritti nei primi tre mesi di vita del progetto.

Biggeri, perchè Zoes? Quali sono gli obiettivi?
«Zoes nasce con l’obiettivo di creare una rete delle esperienze di economia responsabile e dei cittadini interessati a stili di vita ambientalmente e socialmente più sostenibili. Si è parlato molto in passato di reti di economia solidale, ci sono anche degli esempi concreti (il festival “Terrafutura”, il progetto “Fa’ la cosa giusta”), ma sono iniziative legate a precisi periodi dell’anno. La modalità internet permette invece di operare tutto l’anno, e facilitare così l’economia responsabile, cioè l’incontro tra la logica produttiva (es. i distretti) e quella del consumo responsabile».

Chi è coinvolto a livello istituzionale, e quale ruolo riveste la regione Toscana?
«La Regione è stata coinvolta nella fase ideativa come partner di Terrafutura, poi lo sviluppo dell’iniziativa è avvenuto tramite la fondazione Sistema Toscana (un partner della Regione), con cui abbiamo capito che non aveva senso sviluppare un social network basato solo su Terrafutura: sono quindi entrate nel progetto anche il progetto “Fa’ la cosa giusta” e le riviste “Valori”, “Altreconomia” e “Aam Terranuova”».

L’impostazione di un social network è tipicamente riferibile al concetto di partecipazione, colonna portante della sostenibilità sociale. Ma qual è il rapporto tra partecipazione civica e sostenibilità ambientale? Quali le criticità, e quali i punti di forza?
«Zoes nasce dall’incontro delle tante realtà che fanno dei temi sociali e ambientali la loro principale caratteristica. Si è voluta attuare una logica interattiva, da web 2.0: seguendo questa logica, è stata creata una piattaforma di utenti che possono sia usufruire di contenuti, sia crearne.
Quindi la partecipazione è portata al massimo livello possibile: e, tutte le volte che cerchiamo di incidere su modelli di vita e stili di consumo imposti dal “mainstream” (cioè dal paradigma socio-economico predominante, nda), la partecipazione diventa fondamentale. E ancora resta molto da fare per implementare il rapporto tra cittadini e partecipazione, sia che si parli di sostenibilità ambientale, sia che si parli di sostenibilità sociale».

Oltre che svolgere un ruolo di social network, Zoes attuerà anche iniziative “attive” nei prossimi mesi? Di che genere?
«Oltre che il social network, sono presenti anche informazioni e news, ma soprattutto le sezioni “Zoes orienta” (utile a chi vuole attivarsi nell’ambito di reti di economia sostenibile) e “Zoes in azione”, dedicata alle iniziative in corso, e alla loro promozione attraverso il social network. Metodi che sono già utilizzati sui social network più diffusi, ma in modo “improprio” (cioè episodico, non sistematico, nda), mentre Zoes nasce appositamente per questo. Peraltro, lavorandoci ci siamo resi conto che si tratta del primo social network non importato e tradotto, ma ideato e pensato in Italia».

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