[16/06/2009] Comunicati

Varata la nuova legge, l’Arpat cambia volto: ecco come

FIRENZE. La protezione dell’ambiente in Toscana da domani volta pagina: l’Agenzia preposta (Arpat) ha una nuova legge che ne ridisegna ruolo e funzioni. La proposta di legge è stata illustrata in Consiglio regionale dal presidente della commissione Territorio ed ambiente, Erasmo D’Angelis (Nella foto) «l’Agenzia, istituita nel 1995, ha visto negli anni successivi cambiare radicalmente il quadro normativo di riferimento, sia comunitario che nazionale, con un notevole aumento dell’attività legata alle autorizzazioni ed ai controlli. Da qui la necessità di una riforma, per garantire più alti standard di sicurezza e tutela della salute, grazie anche a nuovi meccanismi di programmazione».

Arpat sarà articolata in una struttura centrale a livello regionale, in strutture sovra provinciali e in almeno una struttura periferica per ciascuna provincia. Uno specifico regolamento garantirà uno svolgimento uniforme ed omogeneo delle attività delle strutture periferiche, la qualità e l’efficacia dei controlli, in particolare sulle grandi opere. I controlli potranno essere attivati anche su segnalazione dei cittadini. Questo passaggio è delicato: la legge stabilisce che sono ammissibili “solo le prestazioni tecnico-scientifiche per le quali gli stessi privati sono tenuti, in base alla normativa, ad avvalersi necessariamente ed esclusivamente di Arpat”.

Sono dunque esclusi tutti quei casi in cui la normativa dà facoltà al privato di rivolgersi ad Arpat o ad un qualsiasi altro laboratorio d’analisi, anche privato. «Un passaggio - ha continuato D’Angelis - che risponde innanzitutto al ruolo dell’Agenzia, alla sua garanzia di autorevolezza, ad evitare doppi ruoli di controllori e controllati». Le legge prevede anche un livello di condivisione attraverso l’istituzione di una Conferenza permanente, articolata a livello regionale e provinciale, con rappresentanti delle organizzazioni imprenditoriali, sindacali, delle associazioni ambientaliste. Inoltre a livello provinciale saranno promosse intese tra i comuni, le comunità montane e gli enti parco regionali, con specifiche proposte che saranno esaminate a livello regionale ai fini della definizione delle direttive annuali e del piano annuale di attività, lungo le linee indicate dal piano regionale di azione ambientale e del piano sanitario regionale.

Per quanto attiene le attività istituzionali, la nuova legge individua alcune grandi aree di competenza: controllo ambientale, supporto tecnico-scientifico ai vari enti, elaborazione dati, informazione ambientale. La programmazione sarà attuata con una Carta dei servizi e delle attività, obbligatorie e non obbligatorie, che ne preciserà la tipologia, i livelli minimi da garantire sul territorio regionale, i costi. Secondo il presidente della Commissione regionale Territorio e ambiente «la Carta configura uno degli elementi centrali, perché razionalizza e crea raccordo tra prestazioni erogate e sistema dei finanziamenti».

La carta dei servizi e delle attività, sarà approvata dal Consiglio regionale, su proposta della Giunta, la quale dovrà acquisire il parere della Conferenza permanente. Positivo anche il giudizio del presidente della Commissione Sanità Fabio Roggiolani «Una legge che risponde alla “necessità di svoltare” per l’Agenzia regionale per l’Ambiente, sia sul versante dei rapporti con i cittadini (per “togliere autoreferenzialità”), sia per sburocratizzare l’importante attività di controllo in capo all’organismo tecnico». Rapidità delle risposte da parte di Arpat, terzietà dell’Agenzia e dei tecnici che vi operano rispetto ai destinatari dei controlli e infine «la “vera svolta” introdotta dalla nuova disciplina: la tracciabilità delle telefonate (segnalazioni) da parte dei cittadini: sarà possibile conoscere azioni e risposte seguite alle chiamate», sono alcuni dei punti sottolineati da Roggiolani.

La proposta di legge che ridisegna ruolo e funzioni dell’Arpat è stata approvata con 35 voti favorevoli della maggioranza e 15 voti di astensione dei gruppi di opposizione che però hanno manifestato sostanziale assenso alla proposta di Legge come sintetizzato dal consigliere Andrea Agresti: «E’ una legge che per certi aspetti ci soddisfa e sulla quale voglio dare atto all’assessore di aver favorito un’ampia partecipazione e un ampio confronto». Agresti ha poi giudicato positivo il profilo di “soggetto imparziale e terzo” assegnato all’Arpat e l’aver indicato la certezza della spesa per il funzionamento dell’agenzia. «Il voto di astensione-spiega Agresti- è espresso in attesa di conoscere i contenuti della Carta dei servizi che il Consiglio dovrà discutere e approvare nelle prossime settimane».

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