[15/06/2009] Energia

Firenze o dell´inefficienza energetica

FIRENZE. Conviene tornare ancora sul governo del territorio, in questi giorni di avvio di nuove amministrazioni locali. Conviene perché anche nella nostra regione il controllo dello spazio è e sarà sempre di più un affare in cui ci giochiamo la democrazia, la sua qualità negli anni futuri e non solo per le ovvie ragioni che controllare la dimensione spaziale del territorio vuol dire controllare anche quella economica e della redistribuzione del reddito, ma anche perché c’è in giro una tentazione totalitaria di ridurre gli spazi di libertà: dalle piazze alla strada al paesaggio, con la televisione che si impone come surrogato della realtà. Ma c’è dell’altro. Controllare il territorio vuol dire controllare le scelte e le risorse energetiche.

E’ per questo che il regime populista/autoritario che ci ritroviamo spinge a tappe forzate per un ritorno all’energia nucleare, per poter mantenere un controllo centralizzato sul territorio, altro che federalismo! Dato lo scenario internazionale e il ritorno nazionale ad una vecchia e costosa (oltrechè insicura) tecnologia centralizzata, è quanto mai necessario dotarsi di avanzate politiche energetiche a livello locale. Le amministrazioni hanno un ruolo fondamentale in questa materia e devono assumere importanti azioni d’indirizzo politico e di pianificazione degli interventi. In modo tale da orientare scelte e comportamenti collettivi e individuali sul proprio territorio.

Esistono ad esempio margini amplissimi di risparmio e razionalizzazione energetica nel settore edilizio, forse questa la principale fonte di “energia rinnovabile” immediatamente disponibile sul territorio. Un progetto ambizioso di graduale messa in efficienza dei flussi di materia e di energia nel patrimonio pubblico può funzionare da volano per il costituirsi di un importante circuito economico e finanziario di cui potrebbero beneficiare anche i cittadini. In particolare, per quanto riguarda il problema dell’acqua e dei rifiuti, occorrono misure di riduzione del carico sulle risorse e scelte impiantistiche per la chiusura dei cicli, quelle che servono e solo quelle.

Specialmente per l’acqua occorrono politiche in grado di combinare tutela della risorsa (politica degli investimenti) e qualità del servizio, anche in termini di equità e partecipazione. Assieme al piano della mobilità sostenibile, è questa la piattaforma su cui basare un proprio, autonomo piano d´azione per la riduzione delle emissioni di gas serra, in linea con le politiche dell’Ue e con gli sforzi delle più avanzate città e regioni d’Europa anche al fine di contribuire alla mitigazione dei cambiamenti climatici e l’adattamento agli stessi.

Ciò significa trasformare lo sforzo per il risparmio energetico, per l’adeguamento infrastrutturale e la riduzione delle emissioni di CO2 in una grande opportunità di investimento, nell’ottica ampia dello sviluppo sostenibile.

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